Lutto
Scioperi spontanei nelle fabbriche «Abbiamo già dato»
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Una manifestazione di protesta della Fiom in città 2 MINUTI DI LETTURA
MASSA. Scioperi spontanei, stato di agitazione proclamato in diverse fabbriche del territorio: c'è chi dice no alla manovra «salva-Italia» di Monti. Sono i lavoratori del territorio. Quelli della Fiom-Cgil, ma non solo, che si mobilitano contro la manovra finanziaria «che colpisce - spiega una nota della segreteria Fiom - ancora una volta in maniera insopportabile i lavoratori dipendenti e i pensionati. Non può esserci sviluppo nel paese semza maggiore equità». Ieri le Rsu della Campolonghi di Montignoso e di Marina di Carrara hanno proclamato ed attuato nel corso della giornata uno sciopero unitario di 2 ore. Sciopero solo rinviato, invece, quello dei lavoratori del marmo: i cavatori incroceranno le braccia appena il tempo lo permetterà perchè ieri non hanno lavorato a causa del maltempo. Le Rsu Cgil Cisl Uil Nuovo Pignone hanno previsto uno sciopero unitario di un'ora per oggi, con presidio in strada. Alla Skf, i lavoratori si sono fermati ieri per 30 minuti Alla Barsanti Macchine alla Syntech, a Nca, alla Nuova Oma sciopero di un'ora per la giornata di oggi. E la protesta si diffonde non solo nelle fabbriche: i lavoratori forestali della Provincia hanno scioperato un'ora ieri, così come i tessili della D'Avenza; i lavoratori della grande distribuzione sciopereranno oggi. Nel pubblico impiego e nella scuola - spiega una nota diffusa dalla Cgil, «dove lo sciopero è soggetto alla legge sull'autoregolamentazione le organizzazioni sindacali interne sono uscite con comunicati di dura protesta». «Il paese - scrive la segreteria provinciale Fiom - ha cacciato un governo non per essere penalizzato, ma per chiedere equità, per chiedere che si combatta l'evasione fiscale, per chiedere maggior attenzione verso chi da cittadino lavoratore ha sempre fatto la sua parte e non ultimo per cancellare i privilegi. Se queste sono le risposte, dove un governo tecnico fa pagare i soliti noti, noi non ci stiamo». E la Fiom annuncie che chiederà a Fim-Cisl e Uilm di formare un coordinamento per un'iniziativa unitaria sul territorio. C.F.
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