Il deputato in Russia come osservatore
Rigoni "censurato": bloccato all'ingresso di un seggio a Mosca
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MASSA. Andrea Rigoni "protagonista" delle elezioni in Russia che stanno facendo vacillare Putin. Il parlamentare massese è in questi giorni a Mosca come componente della delegazione degli osservatori del Consiglio d'Europa. Suo compito, dunque, era quello di osservare lo svolgimento delle procedure elettorali. Compito che si è rivelato difficile, a testimonianza del clima censorio che si vive in Russia. «Dopo essermi identificato come osservatore all'ingresso di un seggio tra Lubujanka e la Piazza Rossa - ha riferito lo stesso Rigoni - gli agenti alla porta hanno impedito l'ingresso alla mia interprete, di fatto rendendo inutile la mia presenza, visto che non parlo russo e che quindi non ero in grado di rivolgere domande agli scrutatori». Per Rigoni si è trattato di «un divieto camuffato da velata dissuasione». Il deputato massese, che ha monitorato alcuni seggi a Butovo, alla periferia di Mosca, ha detto di essere rimasto colpito dalla scarsa affluenza e dalla militarizzazione del centro, con la chiusure delle piazze principali. Rigoni ha segnalato inoltre alcuni aspetti controversi, come «l'assenza di tende nella cabine e la mancata piegatura della scheda dopo il voto a garanzia della sua segretezza».
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