Il Tirreno

 MASSA. «La vita non è un reality, non vogliamo figli "carini"». ...

<b>SEL. </b>Il segretario Carlo Paolini
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SEL. Il segretario Carlo Paolini

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 MASSA. «La vita non è un reality, non vogliamo figli "carini"». Il fronte del no alle divise è forte e agguerrito. In una lettera diffusa nei mesi scorsi 64 tra mamme a papà di alunni della Giorgini parlano di procedure non chiare - «non siamo stati interpellati sull'argomento prima dei vari Consigli d'Istituto che ne hanno trattato; la proposta non è stata votata al Collegio dei docenti...» - e scrivono:  «Siamo contrari alle divise, forse non siamo la maggioraza, ma siamo comunque in tanti. Gli argomenti che usano i sostenitori della divisa sono il decoro dell'abbigliamento, l'uniformità affinché nessuno si senta più povero, il senso d'appartenenza. Riteniamo che per raggiungere questi obiettivi debba essere svolto un percorso educativo con i ragazzi che coinvolga anche le famiglie, affinché essi si approprino di quei valori che servono nella vita, anche e soprattutto al di fuori dell'orario scolastico. Non ci piace un "maquillage" che uniformi esteriormente tutti per far finta che tutti siano uguali. Vogliamo che i nostri ragazzi esprimano le loro diversità, che imparino a praticare tolleranza, rispetto, convivenza. L'appartenenza a un gruppo sociale è un sentimento profondo che non passa attraverso una divisa, ma è legato alle proprie radici, alle tappe di crescita collettiva, agli errori e ai successi comuni. Inoltre, la divisa riecheggia il costume del college privato americano e inglese e l'influenza di questa cultura diversa dalla nostra, ha superficialmente attratto i nostri figli e ha condizionato l'esito favorevole del referendum, senza informare preventivamente le famiglie. In virtù del fatto che i nostri ragazzi sono al momento influenzabili abbiamo il dovere di proporre loro il meglio e la sostanza; devono essere permeati da valori positivi per non vacillare nella vita. Non vogliamo che i nostri figli siano "carini", tutti vestiti uguali come in uno spettacolo. Prepariamoli a camminare autonomamente in una vita reale che "reality" non è».  Contro l'uniforme anche Sinistra Ecologia e Libertà, che sostiene: «È difficile pensare come possa avere valenza positiva l'adozione di una divisa scolastica che, omologando i ragazzi, annulla solo apparentemente le differenze, dando un'immagine deformata e codificata, facendo perdere loro una modalità di espressione importante, che si esplica attraverso l'abbigliamento. Le diversità stimolano la critica e la loro accettazione la crescita: perché limitarlo?»

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