Il Tirreno

Luminarie spente, Zanetti gela il sindaco

Alessandra Vivoli
Le luminarie dello scorso Natale in piazza Alberica
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Le luminarie dello scorso Natale in piazza Alberica

L'assessore: le luci si sono sempre accese l'8 dicembre, non devo dare spiegazioni

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 CARRARA. Le luci di Natale, ancora spente, spaccano il commercio. E fanno nascere una bufera nella giunta Zubbani. Con un attacco frontale, al sindaco, da parte dell'assessore alle Attività produttive, Andrea Zanetti che era stato convocato, domani a Palazzo civico, da Zubbani per parlare dei ritardi. E intanto, anche oggi, una domenica con i negozi aperti, ma senza luminarie.   Zanetti: il sindaco pensi a fare le sue cose. Zubbani ha chiesto chiarezza sulla vicenda delle luminarie. E ha messo in agenda una riunione, urgente, per domani. Con l'assessore di riferimento, Zanetti, e le associazioni dei commercianti: proprio per comprendere le ragioni dello «stallo» nell'allestimento della città del Natale. La replica di Zanetti è pacata. Ma diretta.  «Domani ho riunioni più importanti a cui partecipare - dichiara - E, soprattutto, non ho nessuna spiegazione da dare al sindaco, quello che dovevo dire l'ho già detto in giunta. Ma forse ci si dimentica che è da vent'anni che le luminarie vengono accese l'8 dicembre, e sarà così anche quest'anno».   L'appello di Marina: questa volta per le luci ci aiuti il Comune. I commercianti ne sono quasi sicuri: nel circuito dello shopping di Marina per questo Natale non si accenderanno le luminarie. Nulla, nemmeno un filo di luci.  «Da qui, in via Ingolstadt sono passati a chiederci al quota di adesione - spiega Chiara della boutique Chiara Blues - Il fatto è che questo è un Natale di crisi, la fente nonce la fa a sostenere una spesa ulteriore. Quest'anno l'amministrazione dovrebbe fare uno sforzo ulteriore, e accendere tutte le luci. Del resto il momento è particolare, la città, tutto il territorio, sta morendo: c'è da fare uno sforzo in più. E lo deve fare per primo il Comune».   Laura boutique: non ci siamo mai sentiti così soli. Anche per Laura Lattanzi, della boutique Laura in via Rinchiosa, quest'anno è necessaria un'inversione di rotta.  Anche perchè, assicura, le luminarie nella sua strada non si accenderanno.  «In via Rinchiosa non è passato nessuno, nemmeno a chidere le quote di adesione per le luci - spiega Laura Lattanzi - Per questo motivo credo proprio che le luminarie non ci saranno».  Ma il problema, assicura la titolare della boutique Laura, non è solo questo.  «Un momento difficile come questo non si viveva da tempo - conferma - I negozi stanno chiudendo, tutti o quasi, stanno facendo vendite promozionali: questo è il segno della crisi. ma nesusno, dalle associazioni, dalle istituzioni e dalla politica si è mai fatto vivo. Ho sempre sentito parlare di sinergie, ma dove sono realmente? Il fatto è che noi commercianti ci sentiamo abbandonati».   Caffaz: noi abbiamo detto no alle luminarie per protesta. «Non sono la sola: siamo in molti, nel centro storico e non solo ad aver deciso di non partecipare alle luminarie, in segno di protesta». A dirlo è Alessandra Caffaz, della boutique Alex di piazza Alberica.  «Ormai la città sembra un paese del dopoguerra - spiega la Caffaz - Non circola più nessuno, il passaggio è ridotto al minimo. E questa Ztl ci ha messo in ginocchio, e non solo: fra le multe e le tasse per la spazzatura siamo davvero in difficoltà. Con questo animo molti di noi non se la sono proprio sentita di fare come se nulla fosse e dare il proprio contributo per vestire a festa la città».  E ancora. «Quello che oggi si registra, nel mondo del commercio, è un malumore palpabile - continia la Caffaz - La gente pensa, "peggio di così non può andare" e c'è una sorta di rassegnazione, su tutto. Ad esempio, perchè dare dei soldi per accendere le luci in una città sempre più vuota».   «Vogliamo rientrare in Carrara in vetrina». Non solo critiche.  Da Alessandra Caffaz anche una proposta forte, che condivide insieme ai commercianti del centro storico che non si riconoscono nel consorzio.  «Stiamo valutando di rientrare in Carrara in vetrina - ha annunciato la Caffaz - per portare le nostre idee e i nostri contributi. È giusto che vengano messe in circolo anche nuove proposte: e siamo pronti a farlo. Abbiamo appena finito di scaricare lo statuto».

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