Il Tirreno

A scuola con la divisa "sponsorizzata"

Claudio Figaia
A scuola con la divisa "sponsorizzata"

Iniziativa della preside della scuola media Giorgini di Montignoso: lo sponsor sarà la Campolonghi. Ma una parte dei genitori si dice contraria e si prepara a dare battaglia nel consiglio di istituto

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Alla scuola media Giorgini di Montignoso come al college: tutti in divisa. Felpa e polo blu con il logo della scuola - la scritta “Giorgini” e un disegno stilizzato di mare, montagne e rocca Aghinolfi, i simboli di Montignoso - e anche un “pratico” pantalone jeans. Vestiranno così gli alunni della media? La preside Tosca Barghini ne è arci-convinta, sicurissima. «L’abbigliamento è già stato ordinato, a giorni dovrebbero arrivare i completi. Speriamo prima delle vacanze di Natale. Ho visto le anteprime, sono indumenti belli da vedere», dice con entusiasmo.

Ma il fronte del “no” alle divise non si arrende. Ed è pronto a giocare le sue carte nel Consiglio d’istituto del “comprensoriale” di Montignoso (che unisce, oltre alla Giorgini, scuole elementari e d’infanzia). Dove le recenti elezioni hanno assegnato alla lista “Arcobaleno”, promossa dai genitori che si oppongono all’adozione dell’uniforme, quattro rappresentanti su otto. Una forza in grado di bloccare ogni iniziativa in questo senso. E, contando la sola scuola media, la lista anti-divise ha la maggioranza assoluta: il 68%. «Invitiamo la preside a cessare ogni pressione su alunni e famiglie per indurle a dotarsi della divisa scolastica. E invitiamo gli insegnanti a riflettere su una decisione di nessun valore pedagogico. È da irresponsabili chiedere alle famiglie 60-70 euro per la divisa quando mancano personale, carta e libri», dicono i genitori del Comitato anti divise.

La scuola, intanto, ha trovato uno sponsor: sarà la Fondazione Campolonghi (fondata da Vando D’Angiolo, presidente e amministratore delegato della Campolonghi Spa con lo scopo di aiutare gli studenti della scuola dell’obbligo) a pagare le uniformi dei ragazzi, coprendo per intero i 66 euro di esborso per un completo. Il sostegno economico arrivato dal big del marmo (Campolonghi è una delle più grandi aziende del settore lapideo a livello internazionale) permette di superare una delle obiezioni più forti mosse contro il progetto: quello, appunto, del costo della divisa «imposto» alle famiglie.

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