Il Tirreno

«Sgomberate gli uffici della Volpi»

A sinistra Benedetti del Pdl; a destra il piano inferiore della palazzina
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A sinistra Benedetti del Pdl; a destra il piano inferiore della palazzina

L'allarme di Benedetti: lì dentro vivono famiglie senza gas, corrente e acqua

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 MASSA. Al piano di sopra vivono magrebini e africani, una trentina di persone ammassate in dodici stanzette di pochi metri quadri. Al piano di sotto invece gli italiani. Sempre meno, perché chi può se ne va via. Non stiamo parlando di un condominio, ma della palazzina della Hlc, società che fa parte del gruppo Volpi.  La struttura è in mano al curatore fallimentare Dell'Amico e al degrado. Chi ci abita è abusivo, non ha né acqua, né corrente elettrica e neppure riscaldamento. Ci si arrangia con le bombole del gas, i generatori e le bottiglie di plastica. È una vergogna, uno schifo che si trova nel bel mezzo di via Massa Avenza (al civico 283) e perciò sotto gli occhi di tutti. Nonostante questo sia il Comune sia le forze dell'ordine fanno finta di nulla. E italiani e extracomunitari restano lì, più per quieto vivere e per non far esplodere l'emergenza abitativa che per un favore. Perché se si volesse davvero il bene di queste persone di dovrebbe procedere allo sgombero già questa mattina.  Ancora una volta a puntare il dito su questa favelas apuana è il consigliere comunale del Pdl Stefano Benedetti. del resto era stato sempre lui nell'estate del 2010 a dire che in quella palazzina non ci doveva vivere nessuno. Sono passati quasi diciotto mesi e il suo appello è rimasto inascoltato. «Il nostro Comune spende soldi per rifare le piazze (Mercurio e Aranci, ndr) e per realizzare le rotatorie. Io capiscop che non ci sono soldi, ma questa mi dà tanto l'impressione di una strategia elettorale, in vista delle elezioni del 2013. Invece ci sarebbe bisogno di stanziamenti per l'edilizia popolare. Altro che storie».  Benedetti stuzzica il vice sindaco Martina Nardi: «Le abbiamo chiesto più di un mese fa di fare un monitoraggio degli inquilini delle case popolari. Non lo ha fatto. Ci sono persone che lavorano in nero, viaggiano sui macchinoni e non pagano un centesimo di affitto. Invece ci sono operai costretti a fare i salti mortali per poter pagare il padrone di casa. È un'ingiustizia sociale».  Certo che per vivere nella palazzina che apparteneva al gruppo Volpi ci vuole tanto coraggio. Il coraggio della disperazione. ieri mattina durante il sopralluogo di Benedetti e della stampa - il consigliere aveva chiamato a supporto anche una pattuglia dei carabiniei - la maggior parte degli extracomunitari non c'era. Qualcuno ha fatto finta di non esserci, ma poi si è affacciato per vedere cosa stava accadendo. In mezzo ai corridoi che prima vedevano passare impiegati e dirigenti ora ci sono scarpe. Dove c'erano le scrivanie ci sono delle brandine. Al posto dei computer e delle stampati fanno bella mostra frigoriferi e forni elettrici. «Nessuno ammette di ricavare la luce dai generatori elettrici che vanno a benzina - continua Benedetti -. È una situazione davvero degradata e per di più pericolosa. Come dimostrano anche queste bombole del gas (il consigliere le mostra a cameraman e fotografi) vuote. Non vorrei che succedesse una disgrazia prima o poi. Il Comune deve smettere di fare finta di non vedere questo scempio».

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