Il dolore
«Ora vivo col bastone in mano»
Cinzia Carpita
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Lalzata di mani, nellassemblea a Caniparola, per indicare chi ha subito furti negli ultimi mesi Le vittime reagiscono: dopo l'assemblea Fosdinovo dichiara guerra ai ladri
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FOSDINOVO. «Chi ha subito un furto negli ultimi mesi alzi la mano». Quasi la metà dei presenti, in tutto un centinaio sulle gradinate della palestra di Caniparola, ha sollevato le braccia al cielo. Continua la paura mista a rabbia, nel comune di circa 4mila abitanti sparpagliati in 21 frazioni, mentre i carabinieri hanno intensificato i controlli, con più pattuglie anche di notte. Ma ora Fosdinovo, reagisce ai continui furti di bande che hanno preso d'assalto il territorio, e dichiara guerra ai ladri: non con le ronde (disarmate) come qualcuno proponeva, ma con una serie di misure di prevenzione e soprattutto con la solidarietà fra vicini di intere strade, divenuta talmente forte in questi giorni che potrebbe essere la carta vincente contro i malviventi. Si studiano sistemi di comunicazione via radio da una abitazione all'altra, l'aumento dei punti luce privati, una presenza più frequente nelle vie, dei residenti "a passeggio" per cogliere ogni più piccolo elemento sospetto. E se questa è una vera e propria sfida, le bande che finora hanno imperversato con sfrontatezza, entrando nelle case anche quando c'erano gli inquilini, ora rischiano grosso, fra abitanti infuriati e carabinieri dappertutto. «A me hanno anche bastonato il cane e ora quando qualcuno bussa alla mia porta apro, ma il bastone in mano ce l'ho io». «A me hanno rubato mentre stavo guardando la televisione in casa», «Io ho ritrovato i regali di nozze sparpagliati in giardino». «Ho subito due furti e tre tentativi, mi hanno avvelenato il cane e gettato l'allarme nella piscina». Storie, tante, raccontate venerdì sera nella palestra di Caniparola, dove il "comitato anti intrusioni" capeggiato da Ruggero De Cesari (che ha fatto scappare i ladri vestiti da Diabolik, e poi è stato derubato la settimana dopo) ha radunato gli abitanti, davanti al sindaco Massimo Dadà il quale ha poi tirato le conclusioni su quella che ha definito «una situazione di emergenza». «Ora vi racconto cosa è capitato a me»: De Cesari, ex cavatore carrarese, uno che non accetta soprusi, ha rievocato come in un film la sua esperienza. La sua reazione di allora, la rabbia di oggi. La voglia di "liberare" Fosdinovo dalla morsa dei ladri. Da parte del Comune, sono stati stanziati 40mila euro per potenziare l'illuminazione pubblica, è stato attivato un secondo turno dei vigili urbani che fanno servizio fino alle ore 19-20 di ogni giorno. Si ipotizzano telecamere in punti strategici del territorio. Il sindaco intene anche promuovere nuovi incontri (come avvenuto in passato) fra cittadini e carabinieri per sensibilizzare e abituare la popolazione a comportamenti di prevenzione. Ma è anche uscito dall'assemblea una sorta di decalogo anti intrusione, che non sarà la soluzione regina per sconfiggere i ladri, ma può costituire un deterrente: tenere accese le luci di casa il più a lungo possibile, anche nelle aree private esterne come i giardini; installare antifurto; sistemi di comunicazione radio fra le case; controlli delle case dei vicini che devono assentarsi per qualche ora; e soprattutto segnalare qualsiasi cosa sospetta ai carabinieri. E' proprio quest'ultimo elemento che ha compattato la gente radunatasi in palestra. Ci sarà un tam-tam per tutto Fosdinovo e migliaia di occhi a scrutare fuori dalle finestre. I cittadini erano anche pronti ad autotassarsi affinché il Comune assumesse delle guardie. «Sarebbe illegittimo - ha spiegato Dadà - l'ente locale non può farlo, ci sono già le forze dell'ordine. Stanno lavorando tantissimo per noi». Degli estranei, ormai, i fosdinovesi non si fidano più; chi prima lasciava la chiave sulla porta di casa, oggi dà due giri e se la mette in tasca. Se a bussare non è il vicino straconosciuto scatta il sospetto. Tant'è - ha detto il sindaco Dadà - «che sono stati segnalati ai carabinieri perfino due nostri rilevatori di censimento che vanno a ritirare i questionari presso le abitazioni».
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