Il Tirreno

«Ecco gli interventi da fare sul Magra»

Una veduta del fiume Magra
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Una veduta del fiume Magra

Un convegno sul fiume e tutte le proposte del comitato Sarzana che botta!

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 SARZANA. Dal marzo scorso tutte le amministrazioni degli enti locali che hanno competenze sul Magra (Provincia e Comuni) hanno a disposizione uno studio del Dipartimento di ingegneria, ambiente e territorio dell'Università di Genova sul tratto terminale del fiume Magra e sulle opere necessarie (e quelle inutili e costose) per tutelare le popolazioni e le attività che insistono dal ponte della Colombiera al mare e salvaguardare il litorale da ulteriori erosioni.  Lo studio porta la firma del professor Giovanni Seminara e dei ricercatori Michele Bolla Pittaluga e Rossella Lucchi. Si tratta di un lavoro molto dettagliato, commissionato dalla Regione Liguria dopo le due alluvioni del 2009. «Allo studio - scrive il comitato Sarzana, che botta! - non è stata data la diffusione che meriterebbe. A una prima, parziale divulgazione ci penserà oggi il nostro comitato nel corso del convegno dal titolo "Fiume Magra, fiume di parole. Ascoltiamo gli esperti", che si aprirà alle ore 17 nel salone del Chiostro di San Francesco. Introdurrà il vicepresidente regionale dell'Ordine dei geologi Carlo Malgarotto. Verrà proiettato un video in cui il professor Seminara sintetizza alcune sue osservazioni nel convegno sulle alluvioni e il dissesto idrogeologico, tenuto a Firenze. Il giornalista e scrittore Renzo Raffaelli farà una ricostruzione storica del dissesto del fiume negli anni Settanta e Ottanta. Si tratta di un primo incontro che il Comitato dedicherà al problema del fiume, della sicurezza delle popolazioni, della tutela dei litorali, dell'ambiente fluviale e sulla compatibilità delle attività produttive. Come osserva il professor Seminara nelle conclusioni del suo studio occorre evitare opere inutilmente costose e opere che, se risolvono un problema, ne aprono un altro. Il Comitato insisterà presso la Regione e gli enti locali, affinché altri studi, in tempi brevi e certi, vengano commissionati ad autorevoli studiosi anche per i tratti a monte della Colombiera, perché i danni che si fanno a monte si riversano a valle».

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