Il Tirreno

Riforniva di droga i pusher della riviera apuoversiliese. Incastrato da intercettazioni e videoriprese

Beneficenza e cocaina: arrestato

Il sostituto procuratore Manotti e un momento della conferenza stampa che ha illustrato i risultati dell’operazione antidroga Manina
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Il sostituto procuratore Manotti e un momento della conferenza stampa che ha illustrato i risultati dell’operazione antidroga Manina

In manette l'imprenditore agricolo Giuntoni e altri sei complici

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 MASSA-CARRARA. Li hanno arrestati tutti e sette all'alba. Sono stati svegliati prima dall'elicottero della polizia, poi hanno sentito gli agenti della squadra mobile suonare alla loro porta. E con gli occhi ancora assonnati hanno letto l'ordine di custodia cautelare firmato dal gip Laghezza.  In manette sono finiti cinque apuoversiliesi e tre lombardi. Il boss della banda è un imprenditore agricolo di Bonascola: Romeo Giuntoni, 48 anni. L'uomo, difeso dall'avvocato Alessio Menconi, stoccava nella sua masseria la cocaina (ma anche hashish) che arrivava dalla Spagna. Ha dei precedenti, ma a Carrara era conosciuto soprattutto per le numerose iniziative benefiche che organizzava a favore dei poveri. In carcere sono finiti anche altri due carrarini: Franco Valsega, 36 anni, Graziano Graziani, quarantenne residente a Turigliano. Arresto pure per Stefano Ceragioli, 46 anni, di Camaiore. Un altro versiliese invece è riuscito a sfuggire alle manette perché in questo momento si trova fuori dall'Italia, ma è già stata avvertita l'Interpol.  Ci sono poi i tre lombardi, tutti abitanti nel varesotto: Vincenso Scognamiglio, Luca Salvatore e Leograziano Viola. Il trio, originario della Sicilia, aveva organizzato la rete del narcotraffico come aveva chiesto Giuntoni. Il giro era semplice: Spagna-Varese-Massa-Carrara.  A tradire l'imprenditore agricolo sono state le intercettazioni ambientali di alcuni indagati di una precedente operazione antidroga. Due uomini (poi arrestati e condannati) che dicevano che la cocaina l'avrebbero comprata da Romeo, «anche se fa dei prezzi poco convenienti è di buona qualità». Non è stato semplice per la squadra mobile e per il commissariato di Carrara risalire all'identità del fornitore di polvere bianca. È servita perfino una telecamera a raggi infrarossi per le riprese al buio.  Giuntini era il grossista della banda, poi tutti gli altri si rifornivano da lui per distribuire la droga nel territorio apuoversiliese. Una rete capillare, davvero ben collaudata. Senza buchi.  L'operazione Manina, che prende il nome da un difetto fisico di uno degli arrestati, è scattata all'alba. Oltre agli agenti della mobile sono stati impiegati anche due cani del gruppo cinofilo della questura di Genova (Fado e Gradis) e un elicottero. Proprio l'impiego del velivolo ha fatto scoprire ai carraresi l'arresto sulle alture della loro città.

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