La satira del "Nero alle cave"
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La copertina di Terra Viva Affresco semiserio sul mensile Terra Viva: ai monti e in città si scatena una caccia tragicomica, tra realtà e finzione
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MASSA-CARRARA. È in programma oggi, venerdì alle 16, nella sala di rappresentanza di Palazzo Bourdillon a Massa, in piazza Mercurio, la presentazione della rivista mensila "Terra Viva - All'ombra delle apuana", rivista edita da Roberto Meiattini. Interverrà anche l'assessore alla cultura del Comune di Massa, Carmen Menchini. Nel primo numero, spicca «Il Nero alle cave», un inserto-affresco satirico, in cui viene tratteggiata la figura quasi mitologica di un omone che di volta in volta diviene capro espiatorio, fuorilegge, monumento da innalzare, opportunità. Il titolo completo è: «Storia provinciale diseconomica & tragicomica del nero alle cave & di Dracula il Vampiro», l'autore è Vittorio Prayer, giornalista. Senza risparmiare ironie e paradossi, Prayer affronta temi attuali, scampoli di verità mixati con massicce dosi di fantasia. Per farlo pesca a piene mani nel mondo che più conosce - quello del giornalismo di cronaca - e scrive improbabili interviste e reportage, un po' come faceva il «Male», foglio satirico dell'Italia di fine anni '70. Neanche a dirlo «Il Nero alle cave» è rappresentato da un maschiaccio «palestrato», di colore, finalmente catturato dalle fiamme giallo-azzurre in una cava di Colonnata dove si mimetizzava con le tenebre. Mandingo Del Ravaneto - così è stato battezzato - viene definito, in primis ed a torto, essere il celeberrimo Dracula il vampiro. Al pari di tutti i satanassi il «Nero alle cave» è abilissimo ad insinuarsi nella sbiadita linea di confine tra il bene e il male di Carrara, nella fattispecie teatro di perenne e asperrima disputa tra etica e convenienza. Vittorio Prayer fa un po' come Bertoldo, che scherzando diceva la verità. Mandingo del Ravaneto è stato catturato e sarà esposto, incatenato per ordine del sindaco, a una delle colonne che sorreggono l'Aula Consiliare del Comune. Gogna meritata per un cattivissimo come lui, vero e proprio epifenomeno dell'essenza di vorace perfidia ai danni di un popolo ignaro di onesti lavoratori. Nel capitolo conclusivo dal titolo «La Fine & il Principio», spunta anche Dracula, alloggiato nel Castello Aghinolfi a Montignoso. Si scatena una caccia al Nosferatu ritenuto con inganno il Nero alle cave. Prayer fa resuscitare ben otto partigiani, che dietro la guida dell'acchiappa vampiri Georg Van Elsing e tre incorruttibili industriali del marmo, armati sino ai denti, s'incamminano per ammazzare Dracula. Il principe dei vampiri muore innocente trasformandosi in polvere di marmo, mentre Mandingo Del Ravaneto con tanto di figlioletto meticcio e successore trionfa vincente sul Monte Sagro.
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