Il dolore
Droga al bar, quattro patteggiano
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Il circolo Casadi è stato chiuso dai carabinieri nel 2010 Lo spaccio e il consumo della cocaina avvenivano al circolo Casadi
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MASSA. Quattro pene patteggiate (7 anni complessivi), una condanna col rito abbreviato a due anni e sei mesi, due rinvii a giudizio e un'assoluzione. Sono queste le decisioni del giudice dell'udienza preliminare Ermanno De Mattia sull'operazione Casablanca, che aveva portato gli inquirenti - il sostituto Federico Manotti ha coordinato i carabinieri - alla scoperta di un grosso giro di spaccio e consumo di droga in un circolo Acsi di Massa (il Casadi). Hanno patteggiato la pena Khadija Lahna (2 anni), Andrea Bibolotti (2 anni), Federico Luciani (1 anno e 8 mesi) e Alessandra Drago (1 anno e 4 messi). È stato condannato a 2 anni e 6 mesi con il rito abbreviato Roberto Catola, difeso dall'avvocato Enzo Frediani. Rinviati a giudizio i marocchini Cherkaoui El Mazaz (processo il 23 febbraio 2012 a Massa), Abderrazzak e Hassan Meftah (processo il 14 febbraio a Carrara). Assolto invece Abdelmalek El Haili. Al circolo Acsi Casadi chi entrava spesso non si accontentava di una bibita. Finiva nel bagno, a sniffare cocaina. E tra loro anche visi noti in città, uomini importanti. Dopo mesi di indagine, 23 persone erano state segnalate alla prefettura per uso di droga, 16 erano state denunciate, tredici invece finirono in carcere. Tutto comincia nel 2006 quando alcuni frequentatori del circolo notano qualcosa di strano e si rivolgono ai carabinieri. I militari tengono d'occhio il locale, ma dimostrare che all'interno si spaccia non è facile. I carabinieri riescono a piazzare una telecamera nel piccolo stanzino in cui sospettano che la droga venga confezionata e poi consumata. E fanno centro. I militari mettono in luce un traffico di droga tra il Marocco e l'Italia: la ragazza e il compagno erano in contatto con una cordata marocchina a Milano che li riforniva di droga. Il quadro che veniva fuori dal Casadi era sconfortante: tutto un mondo di spaccio di cocaina e hashish diffuso soprattutto fra i giovani ma non solo. Nella rete di intercettazioni telefoniche e appostamenti era finito anche un politico massese. Lui però non è mai stato indagato perché semplice consumatore, come si capisce dalle telefonate con la bella Kadija. I primi passi dell'inchiesta risalgono al 2007 con gli arresti di Lahna, del suo ex convivente Gianluca Papineschi e di Andrea Bibolotti. Poi il blitz che ammanetta un gruppo di spacciatori attivi su tutta la costa, fino a Marinella e Sarzana. E in un certo senso, spalanca una finestra su una realtà di cui già si sospettava - viste le continue denunce e segnalazioni alla prefettura per uso di droghe - ma che veniva spiattellata nelle 74 pagine dell'ordinanza di custodia cautelare: e cioé la normalità del"farsi", con singoli o gruppi di giovani (e ci sono anche personaggi noti) che prima di uscire, chiamano il pusher di fiducia e si danno appuntamento.
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