Il Tirreno

Rabbia ad Aulla. Blitz in Comune di decine di residenti ancora in alberghi e strutture ricettive

Sfollati all'assalto del sindaco

Gianluca Uberti
Gli sfollati a colloquio con il sindaco Simoncini
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Gli sfollati a colloquio con il sindaco Simoncini

I residenti di quartiere Matteotti chiedono garanzie per il futuro

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AULLA. Gli sfollati delle case popolari di quartiere Matteotti sono tornati ieri mattina a fare irruzione in municipio. Le preoccupazioni di gente davvero sfortunata sono sempre le stesse: «Dove andiamo dopo il 15 dicembre, quando scadrà il periodo di permanenza negli alberghi e nelle strutture ricettive? Quando saranno pronti i nuovi alloggi? Come facciamo a pagare gli affitti?».  Ansie legittime dopo l'onda anomala del 25 ottobre scorso.  È per questo che da stamani, alle 10, è operativa presso il municipio una commissione incaricata, per conto del Sunia, di tenere i rapporti con l'amministrazione comunale e di redigere una lista dei nominativi delle persone disposte ad occupare gli alloggi Erp in fase di allestimento ad Albiano Magra, ad Aulla e a Pallerone. 

Spina dorsale della commissione è lo studio legale Colonnata, che opera per conto del Sunia con gli avvocati Nicola Colonnata e Monica Remorini, i quali hanno il compito di verificare che gli adempimenti vengano rispettati. Gli alloggi in fase di allestimento sono ventiquattro (quindici ad Albiano Magra, nove ad Aulla e Pallerone) e costituiscono, comunque, una soluzione provvisoria in attesa dell'edificazione delle nuove case popolari presso le aree ferroviarie dismesse della "Pontremolese", edificazione che dovrebbe avvenire entro un anno.  Nuove case al posto di quelle ormai vetuste di quartiere Matteotti, che erano popolate, in maggioranza, da gente anziana, però poco incline a lasciare case pregne di affetti e memorie, case magari non belle esteticamente, ma che hanno un significato per chi le ha abitate. Ed erano a decine ieri mattina per manifestare le proprie perplessità al sindaco di Aulla, Roberto Simoncini, che era affiancato dal responsabile Lunigiana del Sunia, Ferdinando Zeni, dalla dirigente comunale Luciana Micheletti e dagli avvocati Nicola Colonnata e Monica Remorini.

Il primo cittadino aullese, ovviamente, ha tranquillizzato i presenti: «I soldi ci sono e abbiamo verificato con l'Erp la disponibilità degli alloggi. Purtroppo, quello che è accaduto non consente di vivere tranquillamente a quartiere Matteotti. Quindi, se facciamo delle case nuove, non è meglio?».  Sicuramente lo è, ma rimane il fatto che c'è chi non ha proprio abbandonato le case popolari di quartiere Matteotti, nonostante l'ordinanza di sgombero: infatti, sarebbero almeno sei le famiglie che ancora occupano i propri appartamenti. Però, il quartiere che costituisce la porta sud di Aulla sarà in gran parte demolito a seguito dell'onda di fango del 25 ottobre scorso. Un pezzo di Aulla che se ne va.

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