Sicurezza
Gestione dei rifiuti, la maggioranza si spacca in consiglio
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Cassonetti per la raccolta differenziata dei rifiuti3 MINUTI DI LETTURA
CARRARA. Spaccatura nella maggioranza sulla prospettiva di una società mista per i rifiuti. Il Consiglio comunale ha votato il procedimento, ma con il voto contrario di Rifondazione comunista, con l'astensione del Pdci, il voto contrario del Pdl, l'astensione del gruppo Carrara prima di tutto e il no della Destra. Massimo Menconi di Rc commenta: «Il procedimento prevede un'Ato rifiuti con Livorno, Pisa, Lucca e Carrara. Ma oggi è una scatola vuota». «Il legislatore - - dice Massimo Menconi - ha stravolto all'ultimo colpo di coda del governo Berlusocni, l'esito referendario: cioè che i servizi pubblici restassero pubblici. Così è per acqua, farmacie, gas, ma sui rifiuti si prevede invece l'ingresso di un privato.
Noi avevanomo chiesto al sindaco che per il servizio spazzatura restassero l'Amia sotto il controllo del Comune, ma per legge non è possibile e va trovato un partner privato. Noi diciamo no: le Regioni Marche e Puglia hanno fatto ricorso alla corte costituzionale per illegittimità del provvedimento che stravolge il referendum. E noi a Carrara volevamo una risposta politica: cioè, sarebbe meglio attendere prima di privatizzare una nostra società. Ma il nostro voto non è un voto contrario al sindaco o al suo programma politico. E' solo un segnale di difesa della partecipata e dell'autonomia dell'ente locale. Purtroppo è passata la scelta per fare la società mista». Simone Caffaz di Carrara prima di tutto: «Ci siamo astenuti perché abbiamo molte perplessità su questa delibera, che va verso la società mista e di ambito territoriale. Perplessi, in quanto Amia sta gestendo bene il servizio. E ci sono margini di incertezza su cosa andremo a creare: non ci sono patti parasociali, né garanzie per nessuno, né per Amia e i sui alvoratori, nè per le politiche tariffarie sui cittadini.
La legge non dava altre possibilità, tuttavia da un lato le normative ci chiedono società in ambito territoriale, dall'altro aboliscono gli Ato. E' contraddittorio. Noi abbiamo assunto un atteggiamento neutro e guardingo. Credo che vadano tutelati i dipendenti di Amia e i cittadini per le tariffe sui rifiuti, inoltre anche l'azienda futura dovrà avere una corretta gestione, per evitare il ripetersi di politiche analoghe a quelle di Gaia». Gianni Musetti della Destra: «La maggioranza e il sindaco hanno tentato di scusarsi con i dipendenti dell'Amia, e con il consiglio, dicendo che devono seguire la strada dettata dalla Regione per colpa delle leggi che lo impongono.
In realtà la Toscana ha accelerato a tutto gas sulle politiche dei rifiuti, costringendo i Comuni a sciogliere i loro piani provinciali, per cedere aziende e risorse alle nuove società che si andranno a costituire. Tutto questo sotto l'alto governo delle Ato, che fra pochi mesi smetteranno di esistere perchè soppresse dall'ex governo Berlusconi. Le altre Regioni invece hanno dato uno stop a tutto, anche perchè pare che il governo Monti sia di tutt'altra idea rispetto a quello precedente». «Si poteva ancora attendere».
Noi avevanomo chiesto al sindaco che per il servizio spazzatura restassero l'Amia sotto il controllo del Comune, ma per legge non è possibile e va trovato un partner privato. Noi diciamo no: le Regioni Marche e Puglia hanno fatto ricorso alla corte costituzionale per illegittimità del provvedimento che stravolge il referendum. E noi a Carrara volevamo una risposta politica: cioè, sarebbe meglio attendere prima di privatizzare una nostra società. Ma il nostro voto non è un voto contrario al sindaco o al suo programma politico. E' solo un segnale di difesa della partecipata e dell'autonomia dell'ente locale. Purtroppo è passata la scelta per fare la società mista». Simone Caffaz di Carrara prima di tutto: «Ci siamo astenuti perché abbiamo molte perplessità su questa delibera, che va verso la società mista e di ambito territoriale. Perplessi, in quanto Amia sta gestendo bene il servizio. E ci sono margini di incertezza su cosa andremo a creare: non ci sono patti parasociali, né garanzie per nessuno, né per Amia e i sui alvoratori, nè per le politiche tariffarie sui cittadini.
La legge non dava altre possibilità, tuttavia da un lato le normative ci chiedono società in ambito territoriale, dall'altro aboliscono gli Ato. E' contraddittorio. Noi abbiamo assunto un atteggiamento neutro e guardingo. Credo che vadano tutelati i dipendenti di Amia e i cittadini per le tariffe sui rifiuti, inoltre anche l'azienda futura dovrà avere una corretta gestione, per evitare il ripetersi di politiche analoghe a quelle di Gaia». Gianni Musetti della Destra: «La maggioranza e il sindaco hanno tentato di scusarsi con i dipendenti dell'Amia, e con il consiglio, dicendo che devono seguire la strada dettata dalla Regione per colpa delle leggi che lo impongono.
In realtà la Toscana ha accelerato a tutto gas sulle politiche dei rifiuti, costringendo i Comuni a sciogliere i loro piani provinciali, per cedere aziende e risorse alle nuove società che si andranno a costituire. Tutto questo sotto l'alto governo delle Ato, che fra pochi mesi smetteranno di esistere perchè soppresse dall'ex governo Berlusconi. Le altre Regioni invece hanno dato uno stop a tutto, anche perchè pare che il governo Monti sia di tutt'altra idea rispetto a quello precedente». «Si poteva ancora attendere».
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