Il dolore
Ecco chi aspetta soldi dal Comune
Rossana Lazzini
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LAVORI PUBBLICI. Un cantiere in una foto di repertorio Accanto: l’assessore alle Finanze Alessandro VolpiSono settanta i creditori: da Gaina (materiale elettrico) alle piccole coop
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MASSA. È di oltre 3 milioni di euro il debito che il Comune di Massa ha con le ditte e con i professionisti che, nel corso del 2011, hanno lavorato per l'amministrazione, una cinquantina di aziende a cui si aggiungono una ventina di professionisti che aspettano di essere pagati. Aspettano da mesi soldi che non arrivano mai. Come Godot. Sono imprese edili che, a colpi di cazzuola, hanno dato vita a lavori voluti dall'amministrazione Pucci, ma anche aziende che si occupano di illuminazione, giardinaggio fino ad arrivare ad un'azienda agricola. Fino a qualche anno fa, vincere un appalto pubblico era una medaglia da appuntarsi al petto.
Oggi è diventato un salto nel buio e tra i creditori in fila non troviamo soltanto le grandi aziende, che grazie alle loro spalle robuste possono attendere, ma tante realtà più piccole per le quali anche alcune decine di migliaia di euro possono fare la differenza tra la vita e la morte. Per risolvere questa grana l'amministrazione ha firmato un accordo con le banche che pare però non accontentare le ditte. Intanto l'assessore al bilancio Alessandro Volpi continua a ripetere il mantra che i soldi in cassa ci sono, però non può pagare per colpa del patto di stabilità. Soltanto poche settimane fa l'amministrazione aveva provato a trovare una soluzione per andare incontro alle aziende, che non possono aspettare anni per essere pagate, per ora però non si vedono i risultati. Per le aziende coinvolte la vita è dura e, per andar incontro alle loro esigenze, Palazzo civico sta pensando ad un accordo anche con la Camera di Commercio. Il Comune, infatti, sarebbe pronto a riconoscere il debito in modo che, con il loro credito, le ditte ne possano chiedere la cessione alle banche. Richiesta, però, che comporta spese.
«Non sappiamo come fare ad andare avanti - spiegano alcuni piccoli imprenditori - siamo ad un passo dal collasso. Abbiamo dipendenti, dobbiamo anche noi pagare i nostri fornitori ma non riusciamo a mettere in cassa i nostri soldi. Da una parte forse sarebbe meglio rinunciare ai lavori offerti dall'amministrazione. Meglio appalti più piccoli ma che ti garantiscono un guadagno sicuro». E quindi i cittadini non dovranno stupirsi più di tanto se per vedere sostituita una lampadina in una strada buia dovranno aspettare mesi, oppure per vedere tagliata una siepe o perchè venga tappato un buco in una strada. I ritardi sono solo il risultato di questa situazione. Basta scorrerere l'elenco delle ditte che stanno aspettando soldi dal Comune (vedi la tabella) per capire che sono coinvolti tutti i settori. Ci sono ditte edili come la M.T.M srl che vanta un credito di 268.059 euro, o anche la ditta di Sergio Giovanni Zecchini che arriva ad una ci fra di 312.308 euro, ma troviamo anche la cooperativa Terra uomini ambiente, la coop che a quanto pare dovrà occuparsi anche della gestione del nuovo impianto a Biomasse che aspetta un pagamento di circa 86mila euro, così come la cooperativa Ambiente alla quale vanno 50mila euro.
Ma c'è anche Gaina (impianti elettrici e illuminazione) con i suoi 98mila euro, per arrivare all'azienda agricola Scurtarola con circa 13mila euro. Ci sono poi i professionisti, architetti e geologi. C'è anche la Regione Toscana che aspetta 14 mila euro. Un debito consistente per il Comune di Massa che, in una situazione di grande crisi come quella che stiamo vivendo, rende ancora più complicata la situazione economica della nostra città.
Oggi è diventato un salto nel buio e tra i creditori in fila non troviamo soltanto le grandi aziende, che grazie alle loro spalle robuste possono attendere, ma tante realtà più piccole per le quali anche alcune decine di migliaia di euro possono fare la differenza tra la vita e la morte. Per risolvere questa grana l'amministrazione ha firmato un accordo con le banche che pare però non accontentare le ditte. Intanto l'assessore al bilancio Alessandro Volpi continua a ripetere il mantra che i soldi in cassa ci sono, però non può pagare per colpa del patto di stabilità. Soltanto poche settimane fa l'amministrazione aveva provato a trovare una soluzione per andare incontro alle aziende, che non possono aspettare anni per essere pagate, per ora però non si vedono i risultati. Per le aziende coinvolte la vita è dura e, per andar incontro alle loro esigenze, Palazzo civico sta pensando ad un accordo anche con la Camera di Commercio. Il Comune, infatti, sarebbe pronto a riconoscere il debito in modo che, con il loro credito, le ditte ne possano chiedere la cessione alle banche. Richiesta, però, che comporta spese.
«Non sappiamo come fare ad andare avanti - spiegano alcuni piccoli imprenditori - siamo ad un passo dal collasso. Abbiamo dipendenti, dobbiamo anche noi pagare i nostri fornitori ma non riusciamo a mettere in cassa i nostri soldi. Da una parte forse sarebbe meglio rinunciare ai lavori offerti dall'amministrazione. Meglio appalti più piccoli ma che ti garantiscono un guadagno sicuro». E quindi i cittadini non dovranno stupirsi più di tanto se per vedere sostituita una lampadina in una strada buia dovranno aspettare mesi, oppure per vedere tagliata una siepe o perchè venga tappato un buco in una strada. I ritardi sono solo il risultato di questa situazione. Basta scorrerere l'elenco delle ditte che stanno aspettando soldi dal Comune (vedi la tabella) per capire che sono coinvolti tutti i settori. Ci sono ditte edili come la M.T.M srl che vanta un credito di 268.059 euro, o anche la ditta di Sergio Giovanni Zecchini che arriva ad una ci fra di 312.308 euro, ma troviamo anche la cooperativa Terra uomini ambiente, la coop che a quanto pare dovrà occuparsi anche della gestione del nuovo impianto a Biomasse che aspetta un pagamento di circa 86mila euro, così come la cooperativa Ambiente alla quale vanno 50mila euro.
Ma c'è anche Gaina (impianti elettrici e illuminazione) con i suoi 98mila euro, per arrivare all'azienda agricola Scurtarola con circa 13mila euro. Ci sono poi i professionisti, architetti e geologi. C'è anche la Regione Toscana che aspetta 14 mila euro. Un debito consistente per il Comune di Massa che, in una situazione di grande crisi come quella che stiamo vivendo, rende ancora più complicata la situazione economica della nostra città.
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