Il Tirreno

Scuola senza soldi? Ecco la lotteria

<b>LA SCUOLA.</b> L&#146;uscita degli alunni dalla media Malaspina
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LA SCUOLA. L’uscita degli alunni dalla media Malaspina

Alla Malaspina un concorso a premi per pagare carta e sostegno

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 MASSA. Tu, giovane, muovi i primi passi nella società e hai un bisogno matto della scuola. Per diventare grande, conoscerti e conoscere gli altri. Ma la scuola, oggi più che mai, ha un bisogno matto di te, di mamma e papà. Senza di voi non ce la fa ad andare avanti. Tagli, tagli e ancora tagli e quando c'è da fare una fotocopia, sono salti mortali per trovare la carta. Meno male che ci sono i genitori con un mare di idee. Con la lotteria.  Ebbene sì, l'associazione genitori della scuola media "Malaspina" è corsa ai ripari. Servono soldi? Facciamo un concorsino a premi, diamo un blocchetto a tutti i bambini, vendiamo biglietti, a 2,50 euro ciascuno e ci assicuriamo un bel gruzzoletto. Da destinare interamente alla scuola.  Non una vera lotteria, ma "una sottoscrizione a premi", come è indicato nei biglietti, un modo - più spiritoso e attraente - per raccogliere fondi. Con premi che piacciano soprattutto ai più giovani: il computer, la macchina fotografica, le cuffiette.  Certo quando l'associazione è nata, qualche anno fa, con i suoi mercatini, le aste, poteva concedersi obbiettivi ambiziosi: ha finanziato il laboratorio informatico, corsi di lingua creativa, incontri per mamme e papà. Ma i tempi sono cambiati, altrochè lingua creativa, serve persino la carta. I soldi assicurano, prima di ogni altra cosa, un aiuto ai bambini più in difficoltà. Nulla a che vedere con i servizi gestiti dall'istituto, che ha il suo bilancio e un'autonoma gestione, ma un'idea nata dal basso per ribadire che la scuola è centro della società e che senza soldi si va poco lontano. L'associazione lo scrive anche nella lettera che allega al blocchetto da 10 biglietti: «I finanziamenti pubblici sono ridotti, anno dopo anno, quindi è necessario continuare a favorire iniziative che mantengano alto il livello della nostra scuola». Amore per l'istituzione e per l'istituto.  Piera Ratto preside l'associazione da circa dieci anni, i suoi figli sono cresciuti, ma lei è sempre in prima linea e conosce un pezzo di storia della Malaspina: «Presto lascerò il testimone, anni fa era tutto diverso - ammette - le scuole avevano più soldi, abbiamo potuto pensare ai laboratori linguistici, informatici, scientifici. Ora è difficile anche garantire il sostegno. Noi paghiamo direttamente a autonomamente - siamo associazione registrata, chiarisce - operatori con i requisiti necessari per aiutare bambini in difficoltà. Lo faremo anche con i soldi di questa sottoscrizione». Insomma, un tempo eri povero e la scuola ti permettava un passo avanti nella scala sociale, adesso sei tu che devi autarla. Da sola non ce la fa più.

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