Lutto
La Porto mette sul piatto 60 milioni
Ecco perché chiede le banchine e di fare appartamenti al posto delle Rta
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CARRARA. Un investimento complessivo da circa 60 milioni di euro: questo è quanto la Porto Spa, la società di gestione dello scalo marinello e dell'area retroportuale, sta mettendo sul piatto nei vari incontri negli ambienti economici e istituzionali cittadini, per giustificare in particolare due richieste: la concessione venticinquennale di tre delle quattro banchine del porto (tutte tranne la Chiesa, cioé quella adiacente alla passeggiata di ponente); dall'altro, la possibilità di trasformare in appartamenti le 26 Rta attualmente previste nel comporto ex Mediterraneo. Il ragionamento portato avanti dalla società che fa capo al re degli armatori Enrico Bogazzi e a Filippo Nardi, è complessivo. Partiamo da ciò che ora come ora sta più a cuore ai marinelli e in generale ai carraresi, l'ex hotel Mediterraneo. I lavori sono fermi da mesi, il progetto Botta ha un costo sui 15-16 milioni di euro: la Porto ha fatto sapere di essere pronta a tirare su lo scheletro del comparto, ma in via più o meno ufficiale, è tornata a sollecitare una risposta politica. In sostanza: quando fu pensato il nuovo Mediterraneo a quattro stelle e con 26 Rta (residenze turistiche attrezzate), la crisi era lontana e, soprattutto, sembrava imminente il porto turistico, unica struttura in grado di garantire un livello di clientela adeguato a questo gioiello a quattro stelle. Siccome siamo invece in piena crisi di cui non si vede la fine, e il porto turistico è tutt'altro che imminente, la Porto mette sul piatto della bilancia l'opportunità di un albergo a quattro stelle, con la chance di rientrare di parte dei costi piazzando sul mercato 26 appartamenti, che sarebbero comunque realizzati negli stessi spazi e con lo stesso livello di pregio garantito dalla mano dell'archistar Mario Botta. Capitolo banchine: il Nuovo Pignone, ad oggi, per sviluppare il suo investimento nello yard di viale Zaccagna, ha in affitto 120mila circa dei 200mila metri quadrati dell'area retroportuale, compresi tutti i magazzini coperti; magazzini decisivi per la Porto per mantenere e sviluppare il mercato coil - lamiere - tondini. Nuovo Pignone ha tutta la parte dai binari a monte (a parte l'autoparco), la Porto dai binari a mare. In questo appezzamento da 80mila metri quadrati dovrà realizzare magazzini coperti, altri ne farà nel piazzale Città di Massa, su cui però i lavori non sono partiti. Euro più euro meno, per realizzare i magazzini serviranno una trentina di milioni. E siamo a 45. C'è poi da acquistare Area Spa, di cui la Porto ha il 49% e gli enti pubblici (Comune di Carrara 36%, Massa circa il 5%, la Provincia circa il 10%). La perizia del dottor Coronella è in dirittura d'arrivo, si parla di una forchetta fra i 35 e i 40 milioni di euro: la Porto, che ha un diritto di prelazione, dovrà quindi spenderne, per la metà, altri 18-20 milioni. Questione ponte. C'è poi da consolidare il ponte sul Carrione, stamani si dovrebbe andare alla firma dell'accordo di programma, per cui la Porto si fa carico della spesa, sgravando Comune e Regione di 800mila euro. Chiaro che la Porto fa tutto questo in ottica sia del mantenimento delle posizioni che in ottica di sviluppo, il Nuovo Pignone potrebbe diventare il cliente più importante del futuro. Ma - questo è il ragionamento che la Porto sta portando avanti con chi poi dovrà materialmente dare l'ok alla concessione, cioé il comitato portuale - solo avendo certezze che per 25 anni possa essere terminalista, può procedere con investimenti così cospicui. Quali saranno le risposte? M.B.
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