La manifestazione
Il Pignone ribadisce: impianto "pulito"
Cinzia Carpita
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Limpianto del Nuovo Pignone in viale Zaccagna ad Avenza Combustione ed emissioni nell'aria: l'azienda smonta le ipotesi di rischio ambientale
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CARRARA. La commissione ambiente ha "interrogato" il Nuovo Pignone, su tutti i dubbi che circolano sull'impatto ambientale dell'insediamento in viale Zaccagna, che costruisce moduli per la generazione di energie elettrica in un impianto di liquefazione gas destinato a una riserva ecologica in Australia. Rispetto a chi sostiene che localmente sarà prodotto inquinamento, l'azienda afferma il contrario. Il direttore ing. Giuseppe Baccioli, il leader della progettazione modulistica ing. Davide Iannucci ed Elena Berlucchi hanno fornito dati tecnici, ambientali e occupazionali. «E' la scelta del futuro. La nostra attività è ad alta qualità. Avenza è vicina alle sedi di Massa e Firenze. Abbiamo 40 anni d'esperienza». Il collaudo. I primi 2 o 3 dei cinque moduli previsti, saranno pronti entro l'anno. La fase di collaudo durerà 3 o 4 mesi. Sarà controllato tutto: 25 chilometi di cavi, motori, luci, impianti di emergenza, tramite la sala di controllo. «Solo quando sarà accesa la turbina, funzionerà il gas, ma non sarà prodotta energia elettrica - ha datto Iannucci - perché sarà una prova a vuoto. La fase col gas durerà 4 ore: 4 ore di emissioni in atmosfera. Noi abbianmo ipotizzato più ore di funzionamento: 4 per nostre verifiche e 4 per il cliente». Le emissioni in aria. Da studi commissionati all'università di Firenze per misurare l'impatto su Carrara, secondo il Pignone le 4 ore di test non produrranno alcun effetto negativo. «Siamo al top della tecnologia nella combustione. Anche considerando 4 ore più 4, non sono previsti problemi. Per avere qualche valore abbiamo ipotizzato - nello studio - un funzionamento di 8 ore al giorno per un anno (2000 ore). - ha spiegato Iannucci - L'effetto sarebbe irrilevante. NOX (ossido di azoto) inferiore ai limiti di legge. CO2 (anidride carbonica) e PM10 (polveri sottili) 100 volte meno. E questo lo abbiamo ipotizzato utilizzando il modulo più potente e tenendo conto del camino più basso (25-30 mt) che avrebbe impatti maggiori sul territorio. Durante il collaudo eventuali inconvenienti tecnici non modificheranno il livello di combustione». Rumori e falda. consigliere Iardella ha chiesto della rumorosità. L'azienda ha fatto studi per rimanere entro i limiti di legge, «i macchinari sono già sotto cappa acustica. Facciamo attenzione anche alla luminisità dei moduli: non dovranno disturbare neppure le tartarughe australiane». Inoltre, per i moduli non viene usata acqua («solo per i servizi igienici»): l'impianto è raffreddato ad aria. La Vanelli ha chiesto se occorre la Vas o la Via per valutare l'impatto ambientale. Ha risposto l'assessore Vannucci: che sono attesi responsi sulla necessità o meno della Vas. Musetti ha fatto domande sul rapporto con Area. Il Nuovo Pignone ha rapporti di affitto (riservati) con la Porto spa per parte dell'area usata. Occupazione. Oggi su 40mila metri quadri lavorano 300 persone: 150 assunte fra i disoccupati locali, e 150 di ditte che operano per il Pignone. La società auspica un'ampliamento dell'area produttiva e quindi dell'occupazione, ma non vuole creare esagerate spettative. «Non potremo - ha detto Baccioli - soddisfare tutto il fabbisogno occupazionale del territorio». Nuovo Pignone-Nca. Non è azzardata l'ipotesi di una sinergia fra Pignone e Cantiere navale, per la lavorazione e saldatura del ferro. Alla domanda di Piero Marchini, Baccioli ha risposto che contatti e visite reciproche, ci sono già stati. «Visto da fermo, il cantiere non mi ha fatto una grande impressione. E' fatto per fare navi, ma può essere una potenziale opportunità».
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