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IL PUNTO

Fattura 21 milioni, 230 dipendenti, da due anni nessuno in cig

Fattura 21 milioni, 230 dipendenti, da due anni nessuno in cig

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 CARRARA. La Porto Spa, a quanto emerge, chiuderà il 2011 con un fatturato sui 21 milioni, in leggera crescita crescita rispetto a quello dell'anno scorso. Ha 230 dipendenti diretti che da due anni non fanno un giorno di cassa integrazione; gli unici sette giorni di cassa integrazione del dopo crisi sono stati nel 2009.  La società di Bogazzi e Nardi ha da tempo allargato gli orizzonti, guardando il mercato del Nord Est con gli investimenti su Porto Marghera; attraverso Transped ha altri ottanti dipendenti, che gestiscono il terminal di circa 1100 metri lineari, una complesso acquistato dall'ex petrolchimico; qui i piazzali sono di proprietà, le banchine sono in concessione 25ennale. Fra gli obiettivi, anche quello di allargarsi ulteriormente a Porto Marghera. Il modello delle banchine in concessione è quello che la società vorrebbe replicare qui a Marina di Carrara, dove la concessione si ferma ai piazzali.  Una qualche preoccupazione trapela, negli incontri istituzionali di questi giorni, anche rispetto alla nomina del nuovo presidente dell'autorità portuale. Anche se i nomi della terna sono trapelati, e cioé Leonardo Martini indicato dal sindaco, Giuliano Lucetti (Camera di Commercio) e Paolo Baldini (Provincia), in realtà sembra che ufficialmente la terna non sia stata spedita al ministero (ora presieduto da Corrado Passera). E quindi c'è un rischio commissariamento, perché l'attuale presidente Luigi Guccinelli scade il 20 dicembre e al massimo potrà essere prorogato fino a fine gennaio. In un momento fondamentale, con sul tappeto il nuovo piano regolatore portuale (stazione marittima, secondo bacino, water front, porto turistico), è chiaro che la Porto si aspetterebbe una maggiore tempestività. Da tempo si parla anche del problema "monopolio" al porto. Ma la società ribatte a chi lo fa notare che su 1.300 metri lineari vocati a general cargo, come si può trovare lo spazio per due operatori? Ma è chiaro che sarà la nuova autorità portuale a dover gestire la partita delle banchine in concessione (circostanza che di fatto taglierebbe la possibilità di un altro operatore).

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