Attenzione
Esenzioni ticket, occhio alla ricetta
Claudio Figaia
Se manca il codice, si è costretti a pagare lo stesso la prestazione
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MASSA. Ancora code, attese di ore, confusione, richieste di chiarimenti più o meno inascoltate, momenti di esasperazione ieri mattina agli sportelli Cup del distretto di via Bassa Tambura. La corsa alla certificazione per l'esenzione dai ticket sulle prestazioni ambulatoriali non si è fermata. E per gli operatori del Centro unico di prenotazione dell'Asl - lavoratori delle cooperative Kompass e Di Vittorio che, tra l'altro, rischiano la cassa integrazione per l'accorpamento dei Cup in "area vasta" - è stata un'altra giornata difficile. Il chiarimento che l'Asl da giorni cerca di fare passare tra la folla dei richiedenti - "non c'è fretta, l'attestato di esenzione lo si può chiedere senza conseguenze anche dopo il 1º dicembre" - non ha avuto effetti tangibili. Tanto che il responsabile del front-office Enrico Raggi ha chiesto un potenziamento straordinario degli sportelli per fare fronte a questo clamoroso afflusso di persone. Per chi ha "urgenza", cioè per coloro che devono sottoporsi a visite e accertamenti, gli sportelli del Cup forniscono l'attestato "in tempo reale". Ossia: il cittadino si presenta con il modulo in cui dichiara di trovarsi per età e reddito nelle condizioni per le quali è prevista l'esenzione e l'ufficio rilascia subito il documento con il codice che attesta la tipologia di esenzione e che dovrà essere indicato nella ricetta. Chi, invece, non ha bisogno immediato dell'attestato, può scegliere una strada alternativa: inviare via fax il modulo con la richiesta di esenzione e attendere che l'Asl gli spedisca per posta il documento. Evitando così le code. E a proposito di ricette e codici, spunta in questa operazione burocratico-amministrativa una specie di paradosso. La normativa regionale dice che "l'utente deve chiedere l'inserimento del codice di esenzione (E01; E02; E03; E04) sulla ricetta. È cioè il paziente a doversi fare carico di questo adempimento. Ora, nel caso in cui a prescrivere la prestazione sanitaria è il medico di famiglia (o il pediatra), non insorgono problemi. Il medico inserisce i deti relativi all'esenzione nel suo computer - ormai si va verso la prescrizione elettronica - e sulla ricetta viene inserito automaticamente il codice di esenzione. Quando però a ordinare la prestazione è un medico specialista o un medico ospedaliero - che, oltretutto, di solito non conosce il paziente - può succedere (e non è raro che accada) che dimentichi di inserire il codice. Se così succede, l'esenzione non viene concessa e il cittadino è costretto a pagare il ticket per la prestazione di cui ha bisogno. Anche se ha in mano - ecco il paradosso - l'attestato rilasciato dalla stessa Asl con cui si riconosce che appartiene a una fascia esente. Il codice inserito nelle ricetta vale, cioè, come "controfirma" del medico che supera per importanza anche la validità dell'attestato. In altre parole: se non c'è il codice, si paga il ticket. C'è poi un altro paradosso. L'attestato di esenzione ha validità annuale: il 31 dicembre dovrebbe quindi essere rinnovato. C'è una proroga tecnica fino al 31 marzo, ma ciò vuol dire che dal 1º aprile 2012 "si ricomincia".
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