Il Tirreno

Dragaggi, chiesta l'archiviazione per 27

Luigi Guccinelli
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Luigi Guccinelli

La Procura di Livorno aveva indagato anche Guccinelli

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 CARRARA. La Procura di Livorno ha chiesto l'archiviazione per 27 persone iscritte nel 2010 nel registro degli indagati, fra cui il presidente della Port Authority di Marina, Luigi Guccinelli. L'accusa contestava reati ambientali tra cui la "realizzazione e gestione di una discarica non autorizzata": un'inchiesta partita anni fa, riguardante la vasca di colmata del porto di Livorno. Ora la procura livornese ha concluso che i materiali portati nel sito non sono rifiuti.  Guccinelli spiegò lo scorso anno, che per quanto riguarda i conferimenti dal nostro territorio a Livorno, peraltro derivanti da una «decisione del Ministero dell'ambiente», fu portata solo «sabbia pulita».  L'inchiesta sui fanghi dei dragaggi nel porto livornese poi utilizzati per essere sversati nella vasca di colmata (un'area di 300mila metri quadri vicino alla Darsena Toscana), coinvolse commissari e presidenti delle Autorità portuali di Livorno, La Spezia e Carrara, funzionari dell'Authority livornese, dirigenti dell'Arpat e imprenditori. E, sempre secondo l'impianto accusatorio, ci sarebbe anche stato un profitto economico per il mancato trattamento dei presunti rifiuti speciali, tra fanghi, sedimenti e materiale di risulta di attività di demolizione e costruzione, risalenti al 2001 e al periodo 2006-2009.  L'area era stata posta sotto sequestro dal Noe dei carabinieri a dicembre 2008, il tribunale di Livorno aveva revocato il provvedimento dopo poche settimane. Tra gli indagati per cui è stata chiesta l'archiviazione, gli ex presidenti delle Autorità Portuali di Livorno e La Spezia Roberto Piccini e Cirillo Orlandi, gli ex commissari dell'Authority di Livorno Bruno Lenzi e Salvatore Giuffrè, il presidente dell'Autorità di Carrara Luigi Guccinelli, il legale rappresentante e il consigliere delegato della Società italiana Dragaggi Alain Bernard e Pierre Catteau, 15 imprenditori o rappresentanti di aziende nel campo del trattamento dei materiali di risulta, e tre dirigenti dell'Arpat di Livorno, tra cui l'ex direttore Fabrizio Righini.  Le conclusioni della Procura di Livorno, deriverebbero dal fatto che rispetto a una prima verifica su un campione di fanghi nella vasca di colmata, successivi accertamenti non avrebbero indicato pericolosità. Insomma, materiali scaricati, ma non rifiuti da trattare.  E per quanto riguarda le sabbie locali dragate, Guccinelli nel 2010, sulla vicenda che lo coinvolse, dichiarò (facendo anche riferimento a documenti, dai decreti ministeriali al via libera della Provincia di Livorno): «Non abbiamo inquinato, la nostra sabbia è certificata. A Livorno, su prescrizione del Ministero, abbiamo portato solo sabbia pulita». «Noi, l'avremmo utilizzata per il ripascimento ma ci è stato imposto da due Ministeri, quelli dell'Ambiente e delle Infrastrutture, di portare tutta la sabbia a Livorno». Per il dragaggio (nel 2008) e il trasporto, la Port Authority fece una gara europea da 3 milioni di euro. «E la nostra sabbia, certificata dall'Icram, è stata portata a Livorno, non con uno ma addirittura con due decreti ministeriali. Qui nessuno ha inquinato».  Ora, la richiesta della Procura livornese, di archiviazione, per Guccinelli e altri 26 indagati. (C.C.)

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