Italia
«Quella bimba era morta da 15 giorni»
Chiara Sillicani
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Il dottor Paolo Migliorini direttore dipartimento infantile L'Asl: i medici non hanno alcuna responsabilità, la verità è nelle cartelle cliniche
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MASSA. Il pancione di mamma ti accoglie e ti prepara alla vita. Lei, però, non ce l'ha fatta a ad aprire gli occhi alla luce e in quel pancione si è spenta. Una vicenda triste, un dolore per due giovani genitori. Mamma e papà sporgono denuncia: spiegano ai carabinieri che 48 ore prima della visita in cui i medici accertano la morte, la mamma si è sottoposta ad un controllo e tutto andava per il meglio. I militari sequestrano le cartelle cliniche e la Procura si mette al lavoro per far luce sulla vicenda. «È stata disposta l'autopsia - conferma il procuratore capo Aldo Giubilaro - per accertare le cause della morte e le eventuali responsabilità, nel caso ve ne siano. Perchè - precisa il magistrato - non è escluso che la morte sia naturale». Insomma, se a portarsi via quella piccola, prima che assaggiasse la vita, è stato il destino, allora nessuna responsabilità potrà essere attribuita ai medici. Che non ne abbiano alcuna ne è certo Paolo Migliorini, direttore del dipartimento infantile. La sua versione dei fatti è completamente diversa da quella fornita ai carabinieri dai genitori. Migliorini racconta di una giovane madre arrivata al materno infantile alla 38esima settimana, come previsto dai protocolli regionali: «In quella settimana - precisa - la gestante, insieme all'ostetrica, stende una cartella». Dati anagrafici e alcune indicazioni in vista del ricovero e del parto. La mamma torna 17 giorni dopo - così riferisce Migliorini - quando è alla 40esima settimana (e due giorni): «I protocolli regionali - continua il direttore di dipartimento - prevedono, invece, in quella settimana controlli importanti». E spiega quali: «Viene eseguita la cardiotocografia, per il controllo dell'attività cardiaca fetale e il controllo del liquido amniotico». Insomma, la Regione impone una serie di accertamenti in prossimità del nono mese. E proprio durante quel controllo - secondo la ricostruzione dell'Asl - sarebbe emerso che qualcosa non andava, il cuoricino della piccola non si sentiva più: «era morta». Un rischio anche per la madre: «Era necessario far partorire la donna - spiega Migliorini - lei non se l'è sentita e, nel primo pomeriggio, abbiamo praticato il cesareo». Allora, la scoperta più dolorosa: «La morte risaliva a 15 giorni prima - continua il medico - e anche la madre averebbe potuto essere colpita da setticemia». Nel piccolo corpicino - secondo i medici - i segni di una morte avvenuta da giorni: «Si tratta di una morte endouterina, imprevista e imprevedibile come lo sono le morti in culla, le morti nel sonno. Le ecografie fatte - continua Migliorini - confermavano che tutto era normale, non c'erano fattori di rischio. Anche se - aggiunge - durante la gradividanza la donna non si era mai fatta visitare. Comprendo il dolore, ma non si possono accusare i medici per una morte avvenuta 15 giorni prima della visita e fuori dall'ospedale». Il direttore di dipartimento assicura di aver spiegato l'accaduto nel dettaglio al marito della donna: «Ho parlato con lui e con alcuni parenti, poi nel pomeriggio ho visto arrivare i carabinieri per sequestrare le cartelle. Credo - conclude - che l'autopsia sulla piccola accerterà la verità e potrà dimostrare che la morte risale a 15 giorni prima del controllo». Versioni diverse, quindi, quelle dell'azienda sanitaria e delle famiglia. Rimane comunque il dolore di una mamma che ha perso la sua piccola prima di poterne scoprire i tratti del volto.
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