Il Tirreno

Il rischio esondazione era previsto da cinque anni

Gianluca Uberti
La devastazione causata ad Aulla dall’esondazione del Magra
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La devastazione causata ad Aulla dall’esondazione del Magra

Profetica e impressionante la relazione sul sito dell'Autorità di bacino

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 AULLA. La spaventosa tragedia del 25 ottobre scorso poteva essere almeno mitigata nei suoi effetti?  Potevano essere salvate le due vite umane inghiottite dal pantano di acqua e fango? Chi ha perso tutto, negozio, abitazione, automobile, garage, poteva cercare di mettere al sicuro qualcosa?  Le istituzioni hanno fatto tutto quanto era in loro potere?  Domande alle quali è attesa una risposta della magistratura, domande che rimbalzano nella testa di chiunque si trovasse in via Resistenza e in viale Lunigiana fra le 18 e le 19 di quel maledetto martedì.  La ripetiamo a scanso di equivoci: non è compito nostro dare una risposta, anche se basta guardare dove si è costruito, su una cassa di espansione naturale del fiume Magra, per rendersi conto che ormai il danno è fatto. Però, c'è da rimanere, comunque, sconcertati quando ci si imbatte nella relazione generale del piano di stralcio "assetto idrogeologico del bacino del Magra e del torrente Parmignola", visionabile e scaricabile dal sito web dell'Autorità di bacino.  Quello che si può leggere alle pagine 160 e 161 della relazione risale al 2006 e lascia senza parole, visto che ciò che è accaduto era ampiamente previsto: «Dalla modellazione idraulica l'abitato di Aulla presenta problemi di inondazione per portate superiori alla trentennale. In considerazione della precaria condizione di stabilità dell'argine in sponda sinistra, più volte segnalata dal Comune e dall'ufficio del Genio civile di Massa Carrara, l'Autorità di bacino, in occasione della redazione del piano straordinario di cui all'art. 1 comma 1 bis del D.L. 180/98, ha considerato tale area soggetta ad inondazione da parte delle acque di piena trentennale, ipotizzando il crollo di detta arginatura».  Crollo che si è puntualmente verificato, anche se ci voleva un bel po' di fantasia per definire argine quel muro e chi ci ha camminato sopra nei giorni immediatamente successivi al disastro, quando si è adagiato su un fianco spazzato via dalla furia del Magra, può testimoniare che sembrava vuoto al suo interno.  Ma non finisce qui.  Infatti la relazione fa riferimento anche alle persone a rischio, diretto e indiretto: nel caso di rischio diretto «sono stati considerati gli abitanti del Comune di Aulla che risiedono nell'area interessata dal presumibile evento alluvionale causato dall'erosione del muro d'argine; oltre a tali persone sono stati considerati anche gli alunni della scuola media ed elementare, i dipendenti degli uffici dell'Asl 1 e quelli dell'ufficio postale».  Non osiamo immaginare, quindi, cosa poteva succedere se l'onda di acqua e fango si fosse abbattuta al mattino sulla città, anzichè in orario in cui uffici e scuole sono chiusi e di gente in giro a svolgere commissioni se ne vede assai meno.  Infine ecco i numeri delle persone coinvolte: 2.600 abitanti di cui mille soggetti a rischio diretto e i restanti 1.600 a rischio indiretto.  Vi sono, inoltre, 400 persone soggette a rischio di perdita dell'abitazione.

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