Il Tirreno

Finto impiegato di notai truffa le tabaccherie

Una tabaccheria e, a destra il giudice Cosimo Ferri
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Una tabaccheria e, a destra il giudice Cosimo Ferri

Ordinava marche da bollo e pagava con assegni rubati: condannato

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 CARRARA. Si spacciava come impiegato di notai molto famosi, che naturalmente erano all'oscuro di tutto, anzi nemmeno lo conoscevano.  Con queste credenziali si è presentato in tre tabaccherie, a Marina e in Lunigiana, con il compito di ritirare oltre 2mila euro di marche da bollo, ordinate telefonicamente da un complice - rimasto ignoto - che chiamava da una cabina di Milano e si spacciava di volta in volta per notaio. E ha pagato con assegni risultati rubati, su cui aveva falsificato timbro e firma dei notai stessi.  La vicenda, che risale a due anni fa, ha avuto epilogo in tribunale e una condanna pesante.  Il settantenne Manlio Antonio Totaro è stato ritenuto colpevole di ricettazione, falso in scrittura privata, sostituzione di persona e truffa, e condannato a sette anni e due mesi di reclusione. E 10.500 euro di multa.  La vicenda risale a due anni fa: una maxi truffa alle tabaccherie.  E tre colpi nello stesso giorno, messi a segno nel giugno del 2009.  Il primo era stato messo a segno a Marina.  Una telefonata alla rivendita di valori bollati dell'ex giocatore azzurro Giuseppe "Pino" Carillo, in via Cavallotti, con la richiesta di 170 marche da bollo da 14,62 euro ciascuna, per il notaio Tommaso De Luca. Il Totaro si presentava poi poche ore dopo, vestito elegante, con un bastone, capelli e barba bianca tagliata di fresco, spacciandosi come impiegato dello studio De Luca.  Ritirava le marche, con un assegno di 2.485 euro, risultato poi rubato in quel di Milano.  Sempre nello stesso giorno un'identica telefonata è arrivata nella tabaccheria Danilo Pellegri di Licciana Nardi.  Questa volta il Totaro si è presentato come finto impiegato dello studio del notaio Vertere Morichelli di Pontremoli.  Sono state ordinate le 170 marche, proprio come a Marina, e pagate anche questa volta con un assegno, risultato poi rubato, da 2.485 euro.  Infine la truffa delle marche da bollo è stata attuata nella rivendita di valori bollati di cui sono contitolari Maria Bazzanini e il figlio Luca Salvestrini, a Fosdinovo.  Anche questa volta il Totaro si è spacciato come segretario di notaio, questa volta del notaio Gennaro Chianca di Sarzana.  La modalità della truffa è stata identica: ha richiesto l'acquisto di 170 marche, da 14,62 euro. E poi le ha ritirate, con lo stesso assegno con falso timbro del notaio, ma poi risultato non negoziabile perché di provenienza illecita. A.V.

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