Sicurezza
Tassa di soggiorno anche a Massa
Chiara Sillicani
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LA RECEPTION. Un turista nella hall di un hotel (foto darchivio) Il Comune spera di incassare un milione. Gli operatori: così ci affossano
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MASSA. La questione si riassume in breve: o la stangata se la becca il contribuente o finisce sulla testa del turista (che sempre contribuente è). Il Comune è alle prese con la definizione del bilancio di previsione: trasferimenti statali con il contagocce, ma tanti servizi - quelli sociali in prima fila - da garantire. Tradotto: l'imposta di soggiorno è inevitabile e se sulla questione il sindaco Pucci non si è mai sbilanciato, la conferma arriva, senza titubanze, dagli operatori. Mercoledì scorso, durante un incontro con l'amministrazione, albergatori e campeggiatori ne hanno preso atto: nulla da fare, l'imposta ci sarà. Rimane da definire - e non è cosa da poco - l'importo. Perchè se il governo Monti reintrodurrà l'Ici sulla prima casa (o una più ampia imposta municipale unica) allora qualche soldo in più nelle casse del Comune potrebbe esserci. L'imposta di soggiorno arriverebbe comunque ma ai turisti toccherebbe sborsare molto meno. «L'imposta ci sarà, il Comune su questo non ha lasciato adito ai dubbi», lo dice Sabrina Giannetti, referente per Confcommercio, lo ribadisce Claudio Lotto, titolare dell'hotel Daisy, presidente di categoria per la stessa Confcommercio. E a loro fa eco anche Marco Luccetti, segretario dell'Ageparc, l'associazione dei campeggiatori (vedi articolo accanto). L'imposta, considerato che le presenze superano il milione e 200mila, potrebbe portare nel "portafoglio" comunale parecchi euro. Secondo i ben informati, un milione tondo tondo. Ma l'articolo 4 del decreto 23, che introduce l'imposta, parla chiaro: quel denaro deve essere destinato al turismo. E Claudio Lotto lo sottolinea a chiare lettere: «L'imposta grava interamente su un settore che deve averne un ritorno. Se è necessario pagarla, speriamo sia contenuta, il nostro è un turista di fascia medio-bassa». Lotto disegna uno scenario: «Molti potrebbero optare per le case in affitto, magari al nero. Per loro la tassa non è prevista». Insomma - questo è il concetto - se non c'è alternativa, applichiamo l'imposta ma non affossiamo il settore turistico.
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