Il Tirreno

«Le tonnellate di metano ci avvelenano»

Uno dei colossali maxi moduli in costruzione
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Uno dei colossali maxi moduli in costruzione

Pignone, nuovo allarme salute pubblica: all'attacco sia i finiani che Italia Nostra

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 CARRARA. Il caso Pignone continua a tenere banco. Non solo Fli all'attacco dell'insediamento di viale Zaccagna, ma anche Italia Nostra in un lungo documento avanza forti dubbi, al di là delle rassicurazioni fornite dall'azienda con una articolata domanda alle nostre domande. I nuovi dubbi di Fli si concentrano sul metano, Italia Nostra sial metano che sulle vernici.  FLI: SOS, 20 MILIONI DI METRI CUBI DI METANO. Scrive Nicola Franzoni di Fli: «Il vero problema che questo impianto provocherà una volta entrato in funzione è costituito dai 20 milioni di metri cubi di metano che, secondo le stime fornite dalla stessa Associazione Industriali di Massa-Carrara, verranno bruciati dal polo Nuovo Pignone nell'arco di tre anni. Si tratta di una quantità enorme, confermata anche dalle dimensioni spropositate della ciminiera del primo modulo in costruzione, che, data la conformità geografica del nostro territorio, circondato dalle Alpi Apuane, che non consentono una rapida diluizione delle sostanze inquinanti presenti nei fumi di combustione, provocherà un terrificante inquinamento dovuto ai gas di scarico per opera di sostanze inquinanti quali anidride carbonica, ossido di zolfo, ossido di carbonio, metalli pesanti, idrocarburi poliaromatici, con conseguenti danni per l'ambiente e la salute dei cittadini apuani. Ma la conseguenza più pericolosa ed inevitabile derivante dalla combustione del metano, elemento soggetto a rischio di incendi ed esplosioni, nonché gas serra 21 volte più dannoso per l'ambiente dell'anidride carbonica, sarà la produzione di ossido di azoto, incompatibile con la salvaguardia della salute umana, dell'ambiente e della vegetazione. Questo potente cancerogeno, stando ai volumi di gas bruciato per i collaudi dei 5 moduli in costruzione, previsto in 20 milioni di metri cubi in tre anni, verrà prodotto in una quantità non inferiore a 2-3 tonnellate giornaliere. Massiccia, poi, sarà anche la dispersione nell'aria di polveri sottili ed extrasottili (particolato) pm 10 e pm 2,5, presenti in una concentrazione di almeno 500 kg giornalieri. Stando così le cose - aggiunge - appare chiaro che i nostri amministratori, sottovalutando la gravità del problema, hanno letteralmente svenduto il territorio ad una multinazionale americana intenzionata a svilupparvi delle lavorazioni altamente impattanti, che causeranno malattie invalidanti, con elevato aggravio di spese sanitarie per la nostra comunità».   ITALIA NOSTRA: QUI C'È "STRUZZIONISMO". Durissima anche l'analisi di Italia Nostra sezione Luigi Biso: per quanto sta avvenendo sul Pignone, l'associazione ambientalista "prende a prestito" il neologismo «struzzionismo» che - ricorda - «è stato inventato da Luca Beltrami Gadola per sue frizzanti considerazioni sulla vicenda della vendita Sea-Serravalle». Qui - aggiungono gli ambientalisti - «lo struzzionismo sembra essere il filo conduttore del dibattito tra le forze politiche presenti in Consiglio comunale le quali continuano a mettere la testa sotto la sabbia per non guardare in faccia la realtà, quella passata e quella presente del nostro comprensorio. Quella del futuro... è in grembo a Giove (Pluvio). Quando inizierà la fase di collaudo dei moduli turbogas in costruzione nello stabilimento i posti di lavoro saranno sicuramente pochi rispetto agli ingenti danni arrecati all'ambiente e alla salute dei cittadini. Già in fase di costruzione degli impianti si prospetta un notevole inquinamento dovuto ai motori diesel delle 10-15 gru impiegate giornalmente per sollevare e spostare in continuazione il materiale necessario per assemblare in contemporanea i cinque moduli, senza contare quello derivato dalle centinaia di saldatori impiegati attualmente per saldare tubazioni, sezioni di ferro e acciai vari. Queste operazioni, infatti, compiute a cielo aperto, comportano un certo inquinamento da ossidi di azoto e carbonio, che si disperdono in atmosfera per intere giornate».   VERNICI. Aggiunge Italia Nostra: «Un altro, più grave danno alla salute dei cittadini si verificherà nel momento in cui questi cinque moduli, dalle dimensioni di un palazzo di cinque piani, dovranno essere verniciati con milioni di litri di vernici speciali protettive, che contamineranno l ambiente circostante con tonnellate di micidiali solventi contenenti idrocarburi, cloruri e solfati. Si pensi che una carrozzeria, per verniciare una vettura, deve compiere questo lavoro in un apposito impianto, capace di neutralizzare i suddetti inquinanti. Al Pignone, invece, si permetterà di fare il tutto a cielo aperto, senza tener conto delle conseguenze».  E, come accennato all'inizio, anche Italia Nostra punta con forza il dito sugli «ingenti volumi di gas metano necessari al collaudo dei moduli».  «Durante la fase di collaudo, oltre alle polveri, si otterranno emissioni nei fumi della combustione di notevoli quantitativi di ossido di azoto. Va inoltre sottolineato che gli ossidi di azoto, reagendo con l'umidità dell'aria, formano piogge acide». Secondo Italia Nostra, «È il momento che le forze politiche locali prendano atto ora per allora, e per allora intendiamo la prossima scadenza elettorale, che i concittadini - la stragrande parte di loro - non vogliono più saperne di chi è che comanda e comanderà in cucina: è il piatto che viene in tavola, che ha da essere nutriente e sano, a contare!». M.B.

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