Sicurezza
I nuovi orari inguaiano i pendolari
Eurostar city trasformati in Fast: saltate Massa e Carrara
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MASSA. Cosa succederà l'undici dicembre? Se lo chiedono i pendolari che partono e arrivano dalla stazione di Massa centro, visto che quel giorno enterrà in vigore il nuovo orario dei treni. Il problema è che gli Eurostar city, che fermano nei capoluoghi di provincia e quindi anche a Massa centro, verranno soprressi in gran numero e trasformati in Eurostar Fast, pendolini che non fermano ovunque ma solo nelle città più grandi come Livorno e Pisa. Quindi ci saranno meno convogli per i pendolari. Anche se, fanno sapere da Trenitalia, ancora l'orario ufficiale non c'è e quindi non è possibile dire quanto verrà ridotta l'offerta. Massa, ma anche Carrara, vengono sempre più lasciate ai margini del traffico ferroviari che scorre lungo la linea tirrenica. Un taglio più drastico di quello effettuato da Roma tre anni fa, quando Moretti e soci decisero di non far fermare più l'Eurostar ai piedi delle Apuane. Fermata di Massa, alle 20.25, soppressa. Il convoglio, chiamato Fast, se si vuole lo si va a prendere a La Spezia con un regionale che vanifica tutto il tempo che si guadagna nella tratta ligure. Adesso un altro Eurostar city, il 35274, che ferma a Massa alle 21.30, rischia di saltare perché tramutato a Fast. È vero che c'è un regionale prima, ma nei festivi rischia di essere cancellato. Insomma di sera la stazione potrebbe diventare terra di nessuno. Anche perché c'è l'Eurostar city delle 20.25 che va al sud che potrebbe essere tagliato. Era il 13 dicembre del 2008 quando l'ultimo treno veloce (sulla tirrenica non esistono i frecciarossa) si è fermato a Massa. Da allora il treno salta a piè pari l'intera provincia apuana. E fuorché d'estate salta piure la Versilia. Soppressione anche per l'Eurostar 9305 del mattino (Massa-Roma delle ore 7,24). Per scongiurare questo provvedimento adottato da Trenitalia, il sindaco Pucci aveva scritto al ministro dei Trasporti Altero Matteoli esternando le preoccupazioni di molti cittadini per l'impoverimento di un importante servizio di"mobilità" interurbana utilizzato soprattutto da lavoratori pendolari e studenti universitari. Dal ministro non era arrivata alcuna risposta. Stavolta pare non parta neppure la richiesta di un occhio di riguardo per una città che è pur sempre capoluogo di provincia.
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