Il Tirreno

I TIMORI

Campeggi in allarme

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 MASSA. Sudano freddo i campeggiatori: il grosso delle presenze l'assicurano loro (circa 600mila nel 2010) e adesso temono di ritrovarsi sulle spalle il peso di una nuova imposta. Marco Luccetti è il segretario dell'Ageparc che riunisce i titolari di camping. Ammette la preoccupazione: «Capiamo bene che, con i tempi che corrono, per il Comune sia dura, non vogliamo tirarci indietro a priori, ma secondo i criteri di applicazione - questo il timore - l'imposta potrebbe gravare sull'utente finale. E noi - spiega - non ospitiamo magnati, ma pensionati e famiglie. Chi paga 20 euro a notte per piantare una tenda canadese in cui dormono due persone non può certo addossarsi ulteriori spese». Non solo, chi trascorre la vacanza in campeggio lo fa spesso per più di una settimana, impensabile, secondo i gestori, che sia costretto a pagare per tutto il periodo di permanenza. Poi rimane un nodo: a Massa e Montignoso la tassa si pagherà, a Forte e Carrara no. E gli operatori - albergatori in primis - temono la diaspora. Certo l'imposta è una sfida: tu, città, chiedi soldi per qualche giorno di vacanza, ma all' ospite devi dare servizi all'altezza.

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