Sicurezza
Al convegno sulla famiglia organizzato dalla diocesi duplice attacco frontale allimprenditoria del lapideo
Zubbani: voglio più soldi dal marmo
Alessandra Vivoli
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La platea al convegno sulla famiglia e il sindaco Zubbani in prima fila E don Raffaello incalza: marpioni e satrapi hanno in mano le nostre cave
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CARRARA. La città deve avere più soldi dagli industriali del marmo. Lo ribadisce a chiare lettere il sindaco Zubbani. Nel convegno sulla famiglia organizzato dalla diocesi parla di «ultima chiamata al mondo dell'imprenditoria, gli azionisti delle cave sono i carraresi». E don Raffaello Piagentini rincara la dose: «La ricchezza deve essere divisa, satrapi e marpioni hanno in mano le nostre Apuane». Un appello forte quello del sindaco Zubbani. In un contesto di grande rilievo: davanti a tutti, proprio tutti, i rappresentanti dei comuni e delle istituzioni della provincia. A confronto con la diocesi, e col vescovo Giovanni Santucci, c'erano rappresentanti dei vari comuni, da Massa fino alla Lunigiana. Ma anche dell'amministrazione provinciale e della Regione. Una mattinata intensa, in cui la vita della comunità è stata davvero al centro del dibattito. Zubbani: dagli industriali mi aspetto più responsabilità. È stato fra i primi a intervenire, nel convegno pubblico organizzato dalla diocesi per fare il punto, con gli enti locali, sulle strategie da adottare per una reale e fattiva politica per le famiglie. E quello di Angelo Zubbani è stato un intervento concreto: concentrato sulle risorse. «La città sta attraversando un momento difficile, lo stesso che sta vivendo l'intero paese - ha esordito il sindaco - Aver dovuto annunciare, in una città come Carrara, con la sua storia e la sua cultura, di non poter organizzare la Biennale, per il lutto finanziario del nostro Comune, non è stato facile. Ma quelli che non devono essere toccati sono i servizi ai cittadini. E per questo servono risorse: quelle finanziarie vanno cercate nel mondo del marmo». «Gli azionisti delle cave sono tutti gli abitanti di Carrara - ha tuonato Zubbani, sommerso dal lungo applauso della numerosa platea della sala di rappresentanza della Camera di Commercio - Per questo quella che rivolgo all'imprenditoria del marmo è davvero l'ultima chianmata. Il 31 dicembre scadono gli accordi sulle tariffe del 2003, fatti cioè quando l'amministrazione non aveva le forse per negoziare un gettito più alto. Oggi ci vuole, e mi aspetto, dagli industriali una maggiore responsabilità: altrimenti, per risovlere la questione delle nuove tariffe da applicare all'escavazione, bisognerà andare per i tribunali. Ma quella sarebbe una sconfitta per tutti». «Io - ha concluso Zubbani - un filo si speranza che questo non avvenga ce l'ho, e spero di avere ragione. Del resto la storia ci dà degli esempi importnanti: a fine Ottocento a Carrara c'erano 17 società di mutuo soccorso, nate attorno al mondo delle cave. La solidarietà, il rapporto di vicinanza gli uni con gli altri, fanno parte del Dna della nostra comunità». Don Raffaello: dal marmo non ci sono ricadute per la città. L'appello del sindaco Zubbani agli industriali del marmo gli è piaciuto davvero. E don Raffaello Piagentini, il parrocco del Duomo, non ha mancato di sottolinearlo. A modo suo. «L'accenno del sindaco ai marpioni e ai satrapi che hanno in mano le nostre Apuane spero proprio abbia colpito nel segno - ha esordito don Raffaello - Il marmo oggi è proprietà di pochi, non ci sono ricadute per la città. Ve lo dice uno che va a suonare tanti campanelli, e vede tanta disperazione: ci sono vecchiette che hanno in casa il riso e la pasta, ma non possono cucinarlo perchè gli hanno tolto il gas». «Il marmo è la nostra maggiore risorsa - ha continuato don Raffaello - ed è giusto che sia divisa, che non arricchisca solo pochi». Dal marmo alla Ztl. Don Raffaello ha toccato due questioni «calde» per la città. «Zubbani qualche battaglia l'ha già vinta: un pezzo di Carrara, grazie a lui è tornato in balia degli uomini, non delle macchine. Io, e non sono il solo, non finirò mai di ringraziarlo per questo: quando vedo i bambini nelle piazze, a giocare, mi si allarga il cuore. E chi rema contro lo fa solo per egoismo».
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