Sicurezza
Con laiuto di unamica aveva ricattato lex amante chiedendogli soldi, ma lui aveva avvisato i carabinieri
In carcere due casalinghe per estorsione
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Pattuglia dei carabinieri in servizio nel territorio I fatti risalgono allo scorso anno, la condanna è passata in giudicato
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CARRARA. Condannate in primo grado due casalinghe carraresi di 42 e 45 anni, per estorsione in concorso. Non c'è stata impugnazione da parte dei loro legali, e la condanna è passata in giudicato. Le due sono state condotte al carcere di Pisa. Venerdì scorso i carabinieri hanno eseguito il provvedimento di reclusione di due anni e 7 mesi, nei confronti di Marina Maggini e Luciana Alberti, giudicate dal Tribunale di Massa. Il provvedimento, a firma del pm Federico Manotti, fa riferimento all'arresto delle due effettuato dai carabinieri il 22 ottobre del 2010 in flagranza di reato. La storia riguarda una relazione clendestina fra un uomo residente nella provincia di Lucca e una delle due donne. Relazione che dopo anni l'uomo forse voleva interrompere, ma cominciarono i problemi. Come ricostruirono gli inquirenti dopo la denuncia da lui presentata ai carabinieri della sua zona, erano iniziati ricatti da parte della ex amante, spalleggiata da una amica: richieste di denaro, per non rivelare ai familiari di lui, la relazione sentimentale che c'era stata. Prima, una richiesta di 400 euro, che l'uomo aveva pagato nella speranza di mettere a tacere tutto. Ma poi aveva subito un'altra richiesta, di 2mila euro in contanti. A quel punto, si era rivolto ai carabinieri, sporgendo denuncia nei confronti della ex amante. Ci furono contatti fra i carabinieri della zua zona e quelli di Carrara che si appostarono nel luogo della consegna del denaro, a Marina di Carrara, intervenendo al momento opportuno e bloccando l'ex amante e l'amica finita anche lei nei guai, con l'accusa di concorso in estorsione. Le due donne furono fermate mentre erano intente a contare i soldi appena ricevuti. Le attività investigative erano state coordinate dal pubblico ministero, dottor Federico Manotti della Procura di Massa. I due arresti furono convalidati dal gip De Mattia che rimise in libertà le due donne, con prescrizioni perché non avvicinassero l'uomo. L'iter giudiziario è andato avanti. Venerdì scorso, i carabinieri, hanno eseguito il provvedimento di pena definitivo emesso dal pm Manotti, e condotto le due donne al carcere di Pisa.
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