Il Tirreno

Vas, possibile uno stop di 6 mesi

E Fli: il ponte lo paga la Porto? Si è passato il limite

2 MINUTI DI LETTURA





 CARRARA. Sei-sette mesi di stop ai lavori. È questa la "spada di Damocle" che grava sull'insediamento - o Yard che dir si voglia - del Nuovo Pignone. Ricapitolando: il documento commissionato dal Comune alla biologa Antonella Grazzini e all'architetto Fabio Nardini, è stato indirizzato ad Asl, Arpat, Provincia, Autorità di bacino, Regione. Le risposte sono attese entro il 3 dicembre: poi gli uffici comunali (non è prevista una conferenza dei servizi) decideranno se serve la Vas - Valutazione ambientale strategica - oppure no. Se la Vas fosse necessaria, ecco che ci sarebbero sei-sette mesi di blocco.  PAGA LA PORTO: SUPERATA LA DECENZA. Nicola Franzoni di Fli tuona: «L'"ente benefico" Porto spa vorrebbe far passare il messaggio per cui, di fronte alla catastrofe econmica della maggioranza Zubbani, sarebbe pronto a finanziare ed eseguire i lavori di rinforzo del ponte sul Carrione. La verità purtroppo è di tutt'altro genere: la Porto spa di Nardi e Bogazzi ha letteralmente "appaltato" il Comune di Carrara. Quest'ultima trovata, che vorrebbe farci passare la Porto spa per una onlus benefica ha superato tutti i limiti di umana e cittadina decenza. Futuro e Libertà per l'Italia chiede al sindaco Zubbani di chiarire immediatamente quale "economicamente" mostruoso rapporto di denaro leghi Area alla Porto e la Porto al Nuovo Pignone: a quanto ammonta il sub-affitto al Nuovo Pignone visto che la Porto si permette di regalargli anche i lavori di rinforzo di un ponte? A quanto ammonta il danno erariale per le casse del Comune?».  L'IDV CARRARA: I POSTI DI LAVORO? Claudia Bienaimè, coordinatrice dell'Idv di Carrara, sottolina che il partito non può «accettare passivamente progetti industriali dai contorni poco chiari sul piano giuridico, occupazionale e dell'impatto ambientale e sanitario». L'Idv di Carrara «si permette quindi di uscire dal coro entusiasta di coloro (che in maniera piuttosto acritica) magnificano il progetto della Nuovo Pignone. Rileviamo ancora una volta che qualcuno vuol giocare sporco sul dramma della disoccupazione solo per fini elettorali». E ancora: «Non occorre poi tralasciare il forte impatto ambientale - e quindi sanitario - che un simile impianto potrà avere se si pensa che potrebbe bruciare fino a 50.000 metri cubi all'ora di metano (!?!)». M.B.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa