Il Tirreno

«I terreni non sono inquinati»

M.B.
«I terreni non sono inquinati»

Pignone: nella falda ci sono ferro e manganese, ecco perché possiamo lavorare

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 CARRARA. È l'argomento del giorno: l'assoggettabilità o meno a Vas - valutazione ambientale strategica - dell'area in cui il Nuovo Pignone sta realizzando i suoi maxi-moduli destinati all'Australia, per poter cambiare la destinazione d'uso del comparto e renderlo produttivo.  Al centro di tutto, un poderoso documento di oltre ottanta pagine, commissionato dal Comune alla biologa Antonella Grazzini e all'architetto Fabio Nardini: in quelle ottanta pagine, come più volte nelle scorse settimane hanno messo in evidenza Nicola Franzoni e David Chiappuella di Fli, vi sono molti punti che lasciano aperti vari dubbi, soprattutto rispetto al fatto che l'area insiste nel Sin (sito di interesse nazionale).  Da qui la necessità di chiedere risponte puntuali sull'iter autorizzativo per la Yard (cioé per il comparto General Electric-Nuovo Pignone) di Avenza. Ge Oil Nuovo Pignone - che in provincia ha come responsabile l'ingegner Giuseppe Baccioli (foto), presidente di Assindustria - ha fornito una serie di risposte. In sostanza, si afferma di aver svolto l'iter autorizzativo, ma che la bonifica non è completa. Vediamo le risposte.  A pagina 11 del documento ai fini della verifica di assoggettabilità alla procedura di Vas si dice che è necessario il completamento degli interventi di bonifica: quando saranno completati e come? Come è stato possibile avviare ugualmente le lavorazioni sui maximoduli? E ancora: a pagina 32 fra le criticità si parla della presenza del Sin. Cosa rispondete?  «A pagina 11 del documento preliminare, facendo riferimento al Protocollo di Intesa, si elencano le opere infrastrutturali pubbliche necessarie per lo sviluppo dell'area. Tali opere verranno eseguite all'interno dei confini dell'area Sin e quindi la loro attuazione dev'essere preceduta dalla presentazione di un progetto di bonifica da parte dei relativi proprietari (Nuovo Pignone per il sito di sua proprietà e Area Spa per la superficie adiacente, affittata a Porto di Carrara e da quest'ultimo a Nuovo Pignone), che deve prevedere un'attività di caratterizzazione del suolo da parte del proprietario. Per l'area di proprietà di Nuovo Pignone ciò è già avvenuto. Infatti nel 2007 il sito di Avenza è stato caratterizzato volontariamente da Nuovo Pignone ai sensi del Dlgs 152/06, sotto il controllo diretto dell'Arpa Toscana che nel 2009 ha ufficialmente validato, e quindi formalmente certificato, la corretta esecuzione di tutte le indagini ambientali. Ad esito di ciò, l'autorizzazione a procedere ai lavori civili è stata data nell'aprile del 2010».   Suoli dichiarati utilizzabili. Prosegue il Pignone: «Per l'avvio di tali attività non era invece necessario attendere il completamento delle opere di bonifica che si protrarranno nell'arco di un lungo tempo, dato che i suoli sono già stati dichiarati riutilizzabili dai competenti organi in conseguenza della tempestiva presentazione e successiva approvazione del progetto di bonifica. In ogni caso Nuovo Pignone ha già completato l'intera installazione dei sistemi di bonifica contemplati dal progetto ed è solo in attesa del via libera degli enti competenti per la messa in servizio».   Inquinamento da ferro e manganese. «La caratterizzazione del sito - aggiunge il Pignone - ha permesso di escludere la presenza di contaminazione a carico dei terreni, evidenziando al contempo una situazione di non conformità agli standard qualitativi previsti dal DLgs 152/06 delle acque di falda per i soli paramentri ferro e manganese (sostanze non volatili e non cancerogene). Sono state altresì riscontrate sporadiche eccedenze del parametro alluminio e sostanze organiche in tracce. In nessun caso sono state identificate sorgenti di contaminazione della falda riconducibili al sito di Nuovo Pignone e le evidenze sperimentali sino ad ora acquisite consentono invece di suggerire una probabile sorgente posta sopragradiente e quindi all'esterno del sito stesso. Nel marzo 2010, Nuovo Pignone ha presentato per approvazione al Ministero dell'Ambiente relativamente all'area di sua proprietà un progetto di bonifica delle acque di falda consistente nella progettazione di un innovativo sistema basato su tecnologia ibrida di estrazione e trattamento delle acque di falda con contemporanea iniezione di aria nel sottosuolo (cosiddetto Pump & Treat più Air Sparging)».   Progetto di bonifica di quattro anni. Secondo l'azienda, «Il progetto prevede una durata della bonifica pari a circa quattro anni dalla data di avvio dei sistemi. Tale progetto è stato sottoposto all'iter istruttorio da parte del Ministero dell'Ambiente stesso, che, avvalendosi della consulenza tecnica dell'Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), ha in seguito correttamente convocato conferenza di servizi decisoria il 16 aprile 2010. Il 23 aprile 2010, è stato emesso decreto direttoriale che ha ritenuto approvabile il progetto di bonifica presentato da Nuovo Pignone concedendo quindi il "riutilizzo" dell'area in esame anche in relazione alla totale assenza di impatti a carico dei terreni del sito. Dopo aver ricevuto l'autorizzazione da parte del Ministero dell'Ambiente ad avviare i lavori di realizzazione dei sistemi di bonifica in data 3 agosto 2011, Nuovo Pignone ha completato l'installazione dei sistemi di bonifica progettati ed è ora solo in attesa di ricevere il via libera degli enti competenti per poter mettere in servizio tali sistemi. In attesa di poter mettere in servizio gli impianti, Nuovo Pignone continua costantemente a monitorare le acque di falda sottese il sito. L'ultima comunicazione contenente un dettagliato resoconto sullo stato di qualità delle acque sotterranee (report su monitoraggi effettuati con frequenza mensile che copre un arco di 10 mesi) è stata inviata il 23 settembre 2011 e non evidenzia alcuna condizione di novità e di criticità rispetto al quadro ambientale di cui sono già a conoscenza tutti gli enti pubblici preposti. Per quanto riguarda poi l'area retroportuale, Area Spa ha già sottoposto al Ministero anche il progetto di bonifica della falda, il Ministero lo ha già ritenuto approvabile ed ha concesso ad Area il riutilizzo dell'immobile considerata la conformità dei terreni».  Una domanda d'obbligo: quanto paga la Ge Oil alla Porto Spa di subaffitto? D'accordo che Porto e Pignone sono società private, ma la società proprietaria dell'area, Area spa appunto, è a maggioranza pubblica. Non ci pare una questione secondaria di trasparenza.  «Come Nuovo Pignone - Ge Oil & Gas e dunque come società privata, siamo tenuti ad adempiere a specifici obblighi contrattuali di riservatezza sui contenuti dei contratti che sottoscriviamo. In adempienza a tali obblighi, non ci è consentito dichiarare a terzi il canone di affitto se non d'intesa e previo consenso dell'altro contraente (che nel caso di specie è anch'esso una società privata, Porto di Carrara Spa). Nuovo Pignone non intrattiene rapporti contrattuali diretti con la società proprietaria dell'immobile, Area Spa, parzialmente in mano pubblica».  Insomma: sappiamo che la Porto paga all'Area Spa (di cui è azionista al 49%, maggioranza pubblica di cui il 36% il Comune di Carrara) circa un milione l'anno per 200mila metri quadrati. Ma ai cittadini carraresi non è dato sapere, almeno per ora, quanto il Pignone paghi alla Porto per una porzione di quel terreno.

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