Sicurezza
Falsi quadri d'autore. Arrestati due pittori La base era al Pasquilio
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MASSA. Un mondo di Roberto Crippa? Nessun problema. I tagli su tela di Lucio Fontana? Uno scherzo. Le geometrie di Mario Radice? Bastava chiedere. Erano una macchina che sfornava falsi d'autore a ciclo continuo i due pittori massesi assoldati dall'organizzazione che inquinava il mercato italiano delle opere d'arte. Non copiavano quadri esistenti, simulavano le pennellate di uno o i colpi di lametta dell'altro. Poi critici e intermediari compiacenti si occupavano delle certificazioni e della vendita a ignari collezionisti che credendo di fare l'affare della vita (gli sconti arrivavano al 50% del valore di mercato) si portavano a casa delle croste che valevano poche decine di euro.
Grazie a un'operazione della procura di Massa, guidata dal sostituto procuratore Federico Manotti, e dei carabinieri del reparto operativo per la Tutela del patrimonio culturale la banda è stata smantellata: nove persone arrestate (sarebbe dieci ma una è deceduta) e cinque denunciate. Ecco chi sono gli arrestati come richiesto dal pm Manotti e concesso dal gip Giuseppe Laghezza: Ettore Giovanni Gargano pittore massese, 64 anni; Rita Rossi, 59 anni, pittrice massese; Roberto Moccia, 69 anni, di Verona; Mario Brindesi 75 anni di Milano; Antonio Francini, 62 anni, di Licciana Nardi; Giovanni Lazzeri, 65 anni, di Camaiore; Marco Ferdani, 52 anni, di La Spezia; Salvatore Arbola, 30 anni, di Bergamo; Francesca Giovanna Salvador, 46 anni, di Pietrasanta. Soltanto due sono finiti in carcere - Gargano e Moccia - gli altri invece sono ai domiciliari. La banda si era data un'organizzazione quasi piramidale. I promotori erano Gargano e Moccia, sotto di loro c'erano Rossi e Brindesi, pittrice lei e intermediatore lui. Per questi quattro è scattata anche la contestazione del reato associativo. Poi il resto della banda, persone definite dagli inquirenti gregari. Praticamente aiutavano a smerciare le copie dei grandi maestri. A loro vengono contestate contraffazione di opere d'arte e ricettazione. In tutto le opere sequestrate dai carabinieri sono state cinquatatrè, la maggior parte delle quali già vendute. Tele che se fossero state vere avrebbero avuto un valore di cinque milioni di euro.
Del resto Gargano e Rossi, ex moglie e marito che abbandonato il sacro vincolo avevano mantenuto il business, si erano specializzati in pittori dal nome conosciutissimo come Giacomo Balla, Lucio Fontana, Mario Radice, Mario Schifano e Mimmo Rotella. In un'occasione hanno anche copiato il grande artista americano Cy Twombly, famose per i suoi disegni sfumati. È stato lui, prima di morire, a certificare che quella non era la sua mano. Per gli altri quadri invece il reparto per la Tutela del patrimonio nculturale, guidato dal tenente colonnello Raffaele Mancino, si è avvalso delle perizie della Galleria nazionale d'arte moderna di Roma.
Per scoprire la truffa gli inquirenti si sono avvalsi di intercettazioni, ma soprattutto hanno pedinato le persone sospette, scoprendo che il passaggio tra i pittori e gli intermediari avveniva nei luoghi più curiosi. Come gli Autogrill in autostrada. Nei laboratori di Gargano, al Pasquilio, e di Rossi, in via Fosso Nuovo i militari hanno trovato tutto il necessario per falsificare i quadri: dai chiodi invecchiati, ai forni che acceleravano il passare del tempo. Inoltre i due copisti per essere sicuri di non fare errori compravano colori e pennelli realizzati decine e decine di anni fa.
Grazie a un'operazione della procura di Massa, guidata dal sostituto procuratore Federico Manotti, e dei carabinieri del reparto operativo per la Tutela del patrimonio culturale la banda è stata smantellata: nove persone arrestate (sarebbe dieci ma una è deceduta) e cinque denunciate. Ecco chi sono gli arrestati come richiesto dal pm Manotti e concesso dal gip Giuseppe Laghezza: Ettore Giovanni Gargano pittore massese, 64 anni; Rita Rossi, 59 anni, pittrice massese; Roberto Moccia, 69 anni, di Verona; Mario Brindesi 75 anni di Milano; Antonio Francini, 62 anni, di Licciana Nardi; Giovanni Lazzeri, 65 anni, di Camaiore; Marco Ferdani, 52 anni, di La Spezia; Salvatore Arbola, 30 anni, di Bergamo; Francesca Giovanna Salvador, 46 anni, di Pietrasanta. Soltanto due sono finiti in carcere - Gargano e Moccia - gli altri invece sono ai domiciliari. La banda si era data un'organizzazione quasi piramidale. I promotori erano Gargano e Moccia, sotto di loro c'erano Rossi e Brindesi, pittrice lei e intermediatore lui. Per questi quattro è scattata anche la contestazione del reato associativo. Poi il resto della banda, persone definite dagli inquirenti gregari. Praticamente aiutavano a smerciare le copie dei grandi maestri. A loro vengono contestate contraffazione di opere d'arte e ricettazione. In tutto le opere sequestrate dai carabinieri sono state cinquatatrè, la maggior parte delle quali già vendute. Tele che se fossero state vere avrebbero avuto un valore di cinque milioni di euro.
Del resto Gargano e Rossi, ex moglie e marito che abbandonato il sacro vincolo avevano mantenuto il business, si erano specializzati in pittori dal nome conosciutissimo come Giacomo Balla, Lucio Fontana, Mario Radice, Mario Schifano e Mimmo Rotella. In un'occasione hanno anche copiato il grande artista americano Cy Twombly, famose per i suoi disegni sfumati. È stato lui, prima di morire, a certificare che quella non era la sua mano. Per gli altri quadri invece il reparto per la Tutela del patrimonio nculturale, guidato dal tenente colonnello Raffaele Mancino, si è avvalso delle perizie della Galleria nazionale d'arte moderna di Roma.
Per scoprire la truffa gli inquirenti si sono avvalsi di intercettazioni, ma soprattutto hanno pedinato le persone sospette, scoprendo che il passaggio tra i pittori e gli intermediari avveniva nei luoghi più curiosi. Come gli Autogrill in autostrada. Nei laboratori di Gargano, al Pasquilio, e di Rossi, in via Fosso Nuovo i militari hanno trovato tutto il necessario per falsificare i quadri: dai chiodi invecchiati, ai forni che acceleravano il passare del tempo. Inoltre i due copisti per essere sicuri di non fare errori compravano colori e pennelli realizzati decine e decine di anni fa.
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