Il Tirreno

Assenteismo, filmati gli abusi

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I dipendenti pubblici ripresi mentre uscivano in orario di lavoro

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MASSA. Inchiesta sull'assenteismo negli enti pubblici. Guardia di finanza e carabinieri stanno tenendo d'occhio da alcuni mesi i dipendenti di Comune, Provincia e Asl per accertare che chi timbra il cartellino sia effettivamente al suo posto di lavoro. La notizia esce quando ormai gli inquirenti hanno raccolto tutte le prove che dovevano raccogliere. E la prima cosa da dire è che sono state accertate delle irregolarità, anzi delle evidenti irregolarità. Persone che facevano passare il badge sotto la macchinetta, salivano in ufficio e poi uscivano pochi minuti dopo per andare a fare delle commissioni (la spesa il più delle volte). Né i carabinieri né le fiamme gialle però al momento vogliono rivelare le carte che hanno in mano, ma basta domandare se hanno pizzicato dei furbetti per registrare un sorrisetto che è il preludio alle imminenti denunce.

L'indagine. Come detto la notizia dell'inchiesta arriva quando ormai il materiale che serviva per le contestazioni è stato raccolto. Come? Non c'è la conferma degli inquirenti ma è evidente che sia stata utilizzata la tecnologia per incastrare i dipendenti fannulloni. Telecamere sono state installate sia negli uffici sia nei pressi della macchinetta che serve per la registrazione delle presenze. Ma non solo. Militari in borghese una volta visto uscire l'impiegato dall'ente lo hanno seguito per vedere cosa andava a fare. Come detto non ci sono delle cose clamorose, nel senso che nessuno andava in palestra o in piscina in orario di lavoro. Ma le otto ore che dovevano passare in ufficio sono state impiegate per sbrigare delle faccende personali. C'è stato perfino chi si è incontrato con gli amici per bere qualcosa al bar (lontano dai colleghi però). I pedinamenti sono stati fatti per verificare che le uscite non corrispondessero ad impegni di lavoro in esterno, come un sopralluogo oppure cose di questo genere. Gli investigatori per esempio in qualche caso hanno accertato che quello che ritenevano un assenteista in realtà era uno stakanovista che lavorava ben oltre le otto ore previste dal suo contratto. Non stava a guardare l'orologio, insomma.

Gli sviluppi. Tra qualche giorno ci sarà una sfilata di dipendenti pubblici negli uffici dell'Arma e delle guardia di finanza. Nessuno prima di oggi sospettava di essere sotto la lente di ingrandimento delle forze dell'ordine, quindi probabilmente non saprà perché è stato convocato. Verranno chiamati proprio tutti perché l'intenzione è quella di contestare al minuto tutte le assenze fatte. Ancora da decidere invece se sentire i colleghi d'ufficio dei più incalliti della fuga dal lavoro. L'idea è di chiedere a chi lavorava nelle scrivanie accanto che cosa dicevano per assentarsi. Ma non solo c'è da stabilire se tra colleghi si coprivano. Anche perché in un paio di settori (non è dato sapere di che ente) erano tutti assenteisti.

La denuncia. Tutto è partito dalla denuncia di una donna che si era recato in uno di questi enti pubblici e aveva aspettato un paio di ore prima di poter sbrigare la pratica che le serviva. L'impiegato si era dimostrato anche sgarbato quando aveva provato a protestare. Così è andata dai carabinieri e ha raccontato l'accaduto. I militari hanno raccolto il suo sfogo e poi hanno fatto un paio di sopralluoghi mirati per capirte se stava dicendo il vero. Accertata la veridicità dei fatti sono passati al livello succesivo. Da qui i controlli che sono stati estesi anche ad altri enti, giusto per dare un'occhiata a tutto. Con le telecamere, perché così nessuno potrà negare di essere uscito.

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