Il Tirreno

Aiuto, via Dante è off limits

<b>IL CANTIERE.</b> Ruspe in azione in Piazza Aranci qualche giorno fa
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IL CANTIERE. Ruspe in azione in Piazza Aranci qualche giorno fa

Ristretto l'accesso per i lavori, i clienti se ne vanno

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 MASSA. Lo scopo è valorizzare la città e - conseguenza diretta - le attività commerciali. Vero, però, che in attesa dei risultati tocca soffrire.  Lo sanno bene i commercianti di via Dante. Certo, quando i cantieri in piazza Aranci chiuderanno i battenti, sarà tutta un'altra storia: passeggiate in centro e via libera allo shopping. Sempre che - e questa è la condizione necessaria - ad un centro pedonale si affianchi una prima periferia densa di parcheggi. Nell'attesa di ciò che sarà, i sacrifici ci sono eccome. Il lato monti di piazza Aranci è un cantiere: da quelle parti, strano ma vero, le fognature erano un miraggio, solo ora gli operai le hanno realizzate e a breve proseguiranno lungo via Betti, la traversa che collega la piazza a via Cavour. Chi lavora in via Dante trema: arrivare da quelle parti è un'impresa, l'accesso alla via, già adesso, è strettissimo: rete metallica e telo verde per coprire il cantiere. Per risalire verso il Duomo tocca procedere lungo il muro. E se anche quel, pur stretto percorso, fosse chiuso per i lavori in via Betti, sarebbe la fine. Per arrivare a negozi e locali non rimarrebbe che risalire dall'Arco del Salvatore, percorrere le Logge e quindi riscendere fino al Duomo. Tracciato alternativo, per altro attraverso una delle zone - purtroppo - meno vivaci del centro. E un problema non da poco per gli automobilisti. I commercianti sono su tutte le furie: la crisi morde e con la chiusura della strada - spiegano -il rischio è il tracollo. Alessandra Lunardini, titolare di Fashion Trend calzature, si affida ai numeri: «Calo? Altrochè, i cantierihanno determinato perdite di vendita e, quindi di fatturato, superiori al 20%». Più cauto Nicola Claps. Lui, lungo la strada, gestisce la sua yogurtheria, il calo lo sente eccome, lo quantifica in un numero a due cifre «contenuto, però, sotto il 20%». Anche perchè - spiega - «vendo al dettaglio». Tradotto: magari, stringendo un po' la cinghia, uno yoghurt se lo possono concedere ancora in molti.  Ma quando si tratta di sfilare dal portagoglio qualche banconata, beh, allora la storia cambia.  Ma il nodo della vicenda, anche in questo caso, sono i parcheggi: piazza Aranci chiusa per metà, un'impresa trovare un posto auto e adesso anche la transenna a chiudere via Dante. «Rimane l'area ex Cat - ammette Nicola Claps - ma lei ha mai visto un cartello che la indichi?» - chiede provocatoriamente.  Più cauto Paolo Arpagaus, presidente di Confesercenti e soprattutto titolare della storica pasticceria, proprio in via Dante: «Siamo stati rassicurato dall'ingegner Fernando Della Pina, direttore dei lavori. Ci ha spiegato nel dattaglio che quando inizieranno i lavori lungo via Betti, saranno conclusi quelli lungo il lato monte della piazza». Insomma, lo scopo è evitare le barricate davanti alla strda che conduce al Duomo. Almeno a poche settimane da Natale: «Ci siamo fatti carico degli addobbi - continua Nicola - ma chi può apprezzarli? Visto che da queste parti non si vede un'anima». Il concetto è chiaro: miglioriamo la città, ma non accolaate i sacrifici solo al commercio che già sconta gli effetti della crisi. C.S.

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