La manifestazione
Giovanni Carlotti: ricomincio ad Aulla nonostante i miei negozi devastati, ma a 65 anni è dura
«Un milione di danni e di incubi»
Cinzia Carpita
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Il commerciante lunigianese Giovanni Carlotti Il commerciante chiede per gli alluvionati un alleggerimento fiscale
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AULLA. «Se vi dico i danni che ho subito dall'alluvione mi si rizzano i capelli. Ammontano a 1,2-1,3 milioni di euro. Ho ancora intenzione di continuare la mia attività, ma dopo 40 anni di lavoro, e 65 di età, ricominciare quasi da capo oggi è dura». Eppure, come tutti gli alluvionati, si è rimboccato le maniche, con l'amaro in bocca. «A momenti, mi sento un po' matto, e di notte ho gli incubi». Giovani Carlotti, ha negozi di abbigliamento fra dettaglio e ingrosso (Tre Ci; American Marines, Calzedonia e Intimissimi in franchise) riaperti da una decina di giorni ad Aulla, e un altro a Monti di Licciana che è scampato al disastro. Anche lui ha spalato fango e buttato via tanta merce e arredi ormai inutilizzabili. Dal 25 ottobre scorso, continua a sfogarsi. L'avvicinarsi del Natale fa crescere la rabbia nei negozianti che vorrebbero solo dover addobbare le vetrine e che invece devono ancora ripulirle dalla fiumana del Magra. Carlotti si domanda anche: che shopping ci sarà? «C'è chi ha perso la casa, e allora come posso pensare che venga a fare acquisti da me o da altri? Mi sfogo pensando non solo a me, ma a tutti. Parlo col cuore». E in questa pagina del Tirreno c'è anche la sua inserzione a pagamento, che sintetizza tutta la sua amarezza. Ringrazia gli "angeli del fango", e tira le orecchie alle istituzioni chiedendo "un aiuto concreto". Ha presentato al Comune i moduli per i danni subiti e aspetta. «Alla Tre Ci ho perso tutto, danni fra il 30 e il 70% negli altri punti vendita. In quello di Calzedonia non è arrivata l'acqua». Gli vengono le lacrime agli occhi. Fu lui qualche settimana fa a dire al presidente della Camera di commercio che «qua ad Aulla, per salvarci, bisognerebbe essere nell'Unesco come le Cinque Terre». «Dal 25 ottobre si è ancora al punto di partenza». Dice che gli enti preposti dovrebbero sgravare il commercio da alcune tasse. «Invece arrivano le scadenze dei versamenti e non si sa da che parte rigirarci. Ho fatto domanda di aiuti all'Artigiancredito, ho dei mutui da pagare. Parlo anche a nome dei commercianti che come me cercano di operare per il bene della Lunigiana e di Aulla. Io sono nativo di Monti di Licciana (ed è anche presidente col fratello della squadra di calcio del Monti) a 6 chilometri da Aulla che è strategica per il commercio. Mi scusi.... mi viene il nodo in gola». Come tutti i padri sognava di radicare i figli nel territorio dove sono nati: ne ha tre, tutti laureati, ma localmente è difficile trovare proprio l'occupazione sognata. Due lavorano con lui, la terza (uscita dalla Bocconi) fa l'avvocato a New York. E ora? «Eh, aspetto che arrivi Babbo Natale, o Gesù Bambino». Ma si capisce che non gli piace fare il fatalista: «La vita va avanti, deve andare avanti. E io sono pronto a ricominciare. A 65 anni».
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