Il Tirreno

Aste dei bagni, la relazione del commissario europeo Barnier ieri a Palazzo Madama

«No alle concessioni eterne»

Matteo Tuccini
<b>PROTESTA.</b> Due immagini della manifestazione dei balneari a Bruxelles
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PROTESTA. Due immagini della manifestazione dei balneari a Bruxelles

Il governo è stato invitato ad abolire il rinnovo automatico

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«Non vogliamo distruggere le imprese balneari, ne conosciamo l'importanza ed è giusto valutarne la professionalità. Ma qualcosa, a nostro giudizio, dovrà cambiare». Ecco il pensiero di Michel Barnier, commissario europeo al mercato interno. Di fronte ai membri del Senato, nell'audizione di Palazzo Madama che lo vedeva protagonista, Barnier conferma la cauta apertura dell'Unione Europea sulla questione della messa all'asta delle concessioni demaniali.  Dice che «l'Ue dà indicazioni, poi sta al Governo del Paese membro applicarle». Ma ricorda che «le concessioni, almeno per quanto riguarda la nostra idea, dovranno essere affidate tramite bando pubblico. È mio compito, come commissario che ha prestato giuramento, far rispettare la direttiva Servizi che altri hanno ideato, ma che io devo portare avanti».  «Chiuderemo subito il contenzioso». Le parole di Barnier non smentiscono quelle del suo braccio destro Martin Frohn, funzionario che lunedì scorso ha ricevuto una delegazione di balneari a Bruxelles. Semmai le sottolineano, ricordando - semmai ce ne fosse stato bisogno - che il caso Bolkestein è tutt'altro che chiuso.  La prossima mossa spetta a Roma, dice l'eurocommissario. Che afferma: «La priorità è cancellare il rinnovo automatico delle concessioni. Una volta che il Senato lo avrà fatto, approvando la legge Comunitaria, chiuderemo subito la procedura d'infrazione (il contenzioso aperto per la mancata applicazione della direttiva, ndr)». E questo, fa intendere Barnier, sarà il miglior viatico per una trattativa che dovrà portare a un riconoscimento del valore e della professionalità delle imprese.  «Conosco bene l'Italia e il sistema turistico italiano - ha detto - la qualità e il numero dei servizi offerti, che vanno al di là della semplice balneazione, sono ben presenti nelle mie considerazioni. E ritengo sia giusto dare peso alla professionalità e al valore di questi stabilimenti. La durata delle concessioni dovrà rispettare gli investimenti fatti dalle imprese, ma non potranno certo essere di 90-100 anni».  Il nuovo scontro. L'audizione di ieri in Senato, però, ha avuto almeno un effetto negativo sul dibattito interno della categoria. Riuniti a Roma nella sala della Confcommercio, i balneari si sono nuovamente scontrati sulle parole del commissario. Attaccandosi a vicenda sull'importanza della missione di Bruxelles, secondo alcuni fruttifera e secondo altri meno. «Non ci aspettavamo da Barnier salvacondotti che nemmeno a Bruxelles ci hanno dato - dicono dal Comitato No alle aste - la nostra battaglia continua, gli interlocutori sono i ministri del nuovo Governo che si occupano di turismo e di affari europei». Il presidente della Fiba Vincenzo Lardinelli, criticato per non aver partecipato alla missione in Belgio, spiega: «Se qualcuno pensava di aver salvato la categoria sbagliava, e questa ne è stata la riprova. Per quanto mi riguarda, non ho mai detto che quell'iniziativa è stata inutile, anzi».

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