Il dolore
Ma il sindaco assicura: nuovi alloggi in un anno. I primi fra 4 mesi
Addio al quartiere Matteotti, giù tutte le case popolari
Gianluca Uberti
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ASSEMBLEA. Decine di sfollati mentre il sindaco comunica che le case popolari verranno demolite 3 MINUTI DI LETTURA
AULLA. Del quartiere Matteotti, come lo conosciamo ora, rimarrà ben poco. Infatti, il quartiere, che costituisce la porta sud di Aulla, sarà in gran parte demolito: l'onda anomala del 25 ottobre scorso l'ha distrutto. Una notizia, quella della demolizione, già nell'aria, ma comunicata ufficialmente ieri pomeriggio dal sindaco Roberto Simoncini a decine di sfollati attoniti. Inevitabile che salisse la tensione. In particolare, un cittadino ha dato voce a chi non ha dimestichezza con il parlare in pubblico e preferisce tacere, covando dentro, però, rabbia e risentimento: «Tra un mese dove andiamo? Qui si ascoltano soltanto parole, ci prendete in giro. Io me ne sto a casa mia e qualcuno provi a venire a tirarmi fuori». Non è un mistero, infatti, che, nonostante l'ordinanza di sgombero, per inagibilità, delle case popolari di quartiere Matteotti, ci sia qualcuno che non se n'è affatto andato. Bastava transitare da quelle parti ieri mattina per averne la conferma: diverse finestre erano aperte. Di fronte all'atmosfera di tensione, il primo cittadino ha garantito che entro un anno saranno pronti i nuovi alloggi e, nel frattempo, sarà effettuata una ricognizione, sulla presenza di alloggi vuoti, con l'Erp, l'ente che gestisce le case popolari. «Abbiamo già recuperato cinque milioni di euro per i futuri alloggi» rilanciava il sindaco di Aulla che ha invitato i presenti ad avere «comprensione, calma e serenità». Impresa ardua per chi deve abbandonare la propria casa, magari non perfetta esteticamente, ma in ogni caso luogo in cui custodisce affetti e ricordi. Simoncini, comunque, ha assicurato che ventiquattro alloggi Erp saranno disponibili entro un mese e mezzo: «Intanto, abbiamo raggiunto un accordo con alcune strutture e c'è un anno di tempo affinché i cittadini sfollati possano trovare una autonoma sistemazione». Un anno in cui gli sfollati attenderanno l'edificazione delle nuove case popolari nelle aree ferroviarie dismesse della "Pontremolese" e riceveranno un contributo economico di 100 euro a persona, e fino a un massimo di 400 per nucleo familiare, affinché possano pagare gli affitti, contributo che salirà a duecento euro per le persone sole. Qualche altra domanda "spinosa" dal pubblico: «Sono arrivati i bollettini per pagare l'affitto di novembre: che si fa? Dov'è l'Erp? Non doveva esserci almeno oggi?». Un altro cittadino, quindi, chiedeva: «Terminato questo anno, se le nuove case popolari non saranno ancora disponibili, i soldi chi ce li dà?». Simoncini lo ha invitato a «non fasciarsi la testa prima del tempo». Ha chiuso la riunione, a cui assisteva, senza dire una parola, anche l'assessore comunale alle case popolari Guerrino Lazzerini. Insomma - questa la conclusione finale - le aree ferroviarie dismesse sono davvero destinate a diventare il nuovo baricentro di Aulla, visto che ospiteranno le nuove case popolari, il nuovo poliambulatorio e il nuovo polo scolastico.
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