Il Tirreno

«A Medicina non ci sono i lava-padelle»

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L’ospedale di Carrara

L'associazione Frediani: l'emergenza sollevata dal Tribunale del malato esiste eccome

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CARRARA. Un grido d'allarme per la sanità apuana. A lanciarlo è l'associazione Ernesto Frediani, da sempre in prima linea per la difesa dell'ospedale di Carrara, e, più in generale, per tutti i presidi sanitari che garantiscono i servizi ai cittadini. «Non smantelliamo la sanità apuana - tuona il presidente della Frediani, Renzo Giusti - le forze politiche devono prendere posizione».   L'associazione bacchetta i medici ossequienti. Dall'associazione Frediani un appello preciso. «Non una parola, non una presa di posizione da parte delle forze politiche sia di maggioranza che di opposizione quando la nostra associazione aveva denunciato oltre al declassamento di malattie infettive, anche quello del laboratorio analisi.

Un silenzio assordante come se nulla fosse accaduto eppure il sindaco Angelo Zubbani, aveva chiesto con forza che non venisse messo in atto alcun stravolgimento nella sanità apuana, prima dell'approvazione del Pal». E poi la stoccata. «Al silenzio della politica, fa da contraltare la presa di posizione di alcuni medici, purtroppo ossequiente ai dettati della Direzione Generale. A Carrara il Tribunale del malato, per bocca del suo presidente ha messo in evidenza alcune criticità rilevate nelle unità operative di medicina generale (ultimo ma non meno importante la rottura da mesi del lava padelle di medicina mista) niente di offensivo, ma semplici constatazioni rilevate dalle proteste dei cittadini utenti. E non si venga a dire che non ci sono segnalazioni all'Urp: sappiamo benissimo che esiste una certa sudditanza psicologica dei pazienti verso i medici dell'ospedale - si chiude la nota della Frediani - A nostro parere il comunicato a difesa del primario firmato da tutti i medici dell'unità iperativa, ci è sembrato fin troppo esagerato, come se l'intervento del presidente del Tribunale del Malato avesse rasentato il "delitto di lesa maestà"».  

Allarme della Frediani: stanno smantellano la nostra Asl.
«Da diversi anni, cerchiamo di mettere in guardia le forze politiche e sindacali sull'intenzione della Regione Toscana di creare le Macro-Asl - si legge nella nota del presidente dell'associazione Ernresto Frediani - Oggi è la dottoressa Baldi, responsabile della Cgil Medici, a lanciare un preoccupante grido di allarme dopo aver preso conoscenza del Piano Quinquennale Sanitario, che la Giunta Regionale Toscana si appresta a varare. Viene rilevato un notevole pericolo per Carrara, Massa e la Lunigiana di restare senza servizi e senza reparti ospedalieri».  «Il fatto stesso che il nuovo piano preveda il mantenimento di un Pronto Soccorso ogni 300mila abitanti e raggiungibile in 45 minuti - prosegue la nota - la dice lunga sulla scarsa attenzione nei confronti degli ospedali più piccoli come Pontremoli e Fivizzano. Secondo il disegno regionale saranno gestiti da una "Macro-Asl" che comprenderà le provincie di Massa e Carrara, Lucca, Pisa e Livorno. In questa ottica il criterio di scelta per il mantenimento dei reparti sarà quello dei volumi di attività, a prescindere dalla specializzazione e dalle eccellenze». 

«In questo modo si rischia di assistere al trasferimento di interi reparti a Lucca, Pisa o Livorno e i nostri cittadini saranno costretti a rivolgersi a questi ospedali, magari con un risparmio per le aziende, ma con un certo salasso per le tasche dei cittadini. In buona sostanza, significa svuotare di ogni attività gli ospedali periferici, per poi procedere alla loro chiusura e alla vendita per fare cassa - conclude Renzo Giusti della Frediani - Finalmente anche le organizzazioni sindacali invitano i cittadini e le forze politiche a mobilitarsi. Non è più il momento dei tavoli; è il momento di agire».

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