Il Tirreno

Se in farmacia devi dichiarare il reddito

<b>MEDICINALI</b>. Ticket aggiuntivo anche sui farmaci
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MEDICINALI. Ticket aggiuntivo anche sui farmaci

Farmacisti contro medici per il pasticcio della sigla sulle ricette

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 MASSA. Finirà fra poco, il 1º dicembre, l'anomalia della "dichiarazione dei redditi" fatta sui banco della farmacia.  Intanto, i farmacisti si lamentano e ce l'hanno un po' su con i medici - «non potrebbero pensarci loro a indicare la fascia di reddito nelle ricette?» - i medici si difendono - «non siamo tenuti a fare accertamenti fiscali» -. E tutti e due se la prendono con il legislatore (Regione in primis).  Il fatto è che dall'agosto scorso c'è un ticket aggiuntivo anche sui farmaci. Modulato, così ha deciso il governo regionale, in base al reddito. Sulle ricette, dunque, bisogna indicare, con una sigla, una delle quattro fasce a cui si appartiene: fino a 36.151 euro (in questo caso non si paga niente); da 36.152 a 70mila (ticket aggiuntivo fra 1 e 2 euro); da 70mila a 100mila (2-4 euro); oltre 100mila (da 3 a 6 euro a ricetta).  Ebbene, i medici che prescrivono il farmaco, quella siglina sulla ricetta non la mettono. Spiega il presidente dell'Ordine Carlo Manfredi: «Non compete a noi stabilire il reddito dei pazienti, è cosa da commercialisti o da Caaf. Chiaro che se una persona mostra la certificazione, che presto diventerà obbligatoria, noi inseriamo i dati nel pc e il problema è risolto. Ma non siamo tenuti a chiedere informazioni sul reddito ai malati. Avrebbe dovuto pensarci il legislatore».  Così i clienti arrivano in massa in farmacia con la ricetta priva dell'indicazione della fascia di reddito. Al che i farmacisti si trovano loro malgrado a chiedere: scusi, lei quanto guadagna? Per poi apporre la faditica sigla sulla ricetta, indispensabile per ottenere i rimborsi dal sistema sanitario nazionale, ma anche per evitare al cliente di pagare il massimo del ticket aggiuntivo.  Le risposte che arrivano ai banconi delle farmacie non sono, ovviamente, controllabili. Molti, la maggior parte, dichiarano di essere sotto i 36mila euro. Spesso perchè è davvero così, a volte perchè confondono il reddito lordo da quello netto, altre volte perchè "ci provano". Saranno, eventualmente, i controlli incrociati Asl-Agenzia delle Entrate a individuare e sanzionare i furbetti.  «Non spetterebbe a noi chiedere queste informazioni; forse, sarebbe più agevole fornirle al medico che compila la ricetta. Ma dobbiamo farlo. Nonostante l'imbarazzo di entrare nel privato delle persone. E nonostante qualcuno ci risponda male», dice il dottor Luca Ramacciotti dell'omonima farmacia. «La Regione - aggiunge - ha voluto inserire le fasce di reddito ma non ha, finora, organizzato un sistema efficiente di certificazione. E ha passato a noi la patata bollente».  Dal 1º dicembre, comunque, l'autocertificazione sarà obbligatoria. E molti clienti, riconoscono in farmacia, si sono già adeguati. C.F.

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