La manifestazione
Più cari riabilitazione e piccoli interventi
Claudio Figaia
Effetto ticket aggiuntivi: aumenti (in base al reddito) da 10 fino a 150 euro
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MASSA. Scattano, anzi sono già scattati da lunedì, i ticket aggiuntivi su visite ed esami specialistici. E l'assistenza sanitaria diventa più cara. Costerà, cioè, di più sottoporsi - negli ambulatori dell'Asl di Massa Carrara - a piccoli interventi chirurgici. Così come sarà più salato avere consulenze psicologiche o cicli di terapie riabilitative. La "stangatina" sulle prestazioni ambulatoriali, va detto subito, non è conseguenza del maxi deficit della sanità apuana. No, è l'effetto della entrata in vigore di un decreto regionale e, quindi, vale per tutte le Asl della Toscana. Il ticket aggiuntivo va a sommarsi al ticket "ordinario", il cui importo massimo per ricetta è, da qualche giorno, salito a 38 euro. Il risultato è che, per alcune prestazioni (e in relazione ad alcune fasce di reddito), il costo è quasi raddoppiato. Tanto che, secondo qualcuno,sfiora ormai i prezzi praticati dalle strutture private convenzionate con l'Asl. Sono quattro le tipologie di servizi interessate dagli aumenti (come mostra anche la tabella che pubblichiamo a fianco). Anzitutto ci sono le prestazioni di riabilitazione (tipo la fisioterapia), inserite nei vari pacchetti. Il ticket aggiuntivo sarà, in base alla fasce di reddito, tra i 32 e gli 82 euro in più rispetto all'ordinario. Poi ci sono le prestazioni di chirurgia ambulatoriale, che vanno dalla scintigrafia alla pet, alla colonscopia, all'innesto cutaneo: esami diagnostici o piccoli interventi chirurgici, cioè, che vengono effettuati senza ricovero. In questi casi il ticket aggiuntivo varierà fra 15 e 40 euro. Aumenti anche per le prestazioni ambulatoriali erogabili a cicli - l'esempio più tipico è quello di una serie di sedute di sostegno psicologico-. Qui il ticket aggiuntivo che oscilla fra 10 e 34 euro. Ultimo caso le prestazioni per la procreazione medicalmente assistita: per queste attività si dovranno sborsare tra i 50 e i 150 euro. La "tassa" supplementare viene calcolata - questa è una scelta «di equità» voluta dalla Regione Toscana - in base alle fasce economiche in cui rientrano i pazienti. E in base a questa scelta i redditi più bassi, fino a 36.151 euro, non pagheranno i ticket aggiuntivi. Così come resteranno "esenti" - è chiaro - i malati che sono già si sono visti riconosciuto il diritto a non partecipare alla spesa sanitaria. L'appartenenza a una delle fasce economiche fissate dalla Regione deve essere dichiarata (e dimostrata) dagli stessi cittadini attraverso una autocertificazione del reddito complessivo del suo nucleo famigliare che viene fatta sottoscrivendo uno specifico modello fornito dall'Asl. Oppure, lo può fare presentando l'attestazione Isee. Chi rifiuta di presentare la sua "dichiarazione" economica avrà ugualmente la prestazione, ma dovrà pagare il ticket previsto per la fascia più alta. Infine, da segnalare l'effetto "retroattivo": il ticket aggiuntivo si applica anche alle prestazioni già prenotate e per le quali è già stato saldato il ticket ordinario.
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