Finanza
I confederali attaccano: sarebbe meglio pensare al Sin e allalto tasso dei tumori
Assenteismo, è scontro
I sindacati: intollerabile la posizione di Assindustria
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CARRARA. Sull'assenteismo è scontro duro fra Assindustria e sindacati. Il numero uno della Confindustria Apuana, Giuseppe Baccioli, aveva riportato alcuni dati durante l'assemblea provinciale dei socialisti, parlando di un 7,8% di assenteismo, rispetto al 3,9% della media nazionale. «Siamo molto preoccupati dalla strumentalizzazione che viene fatta del problema dell'assenteismo, perchè contribuisce ulteriormente ad indebolire la capacità attrattiva del nostro territorio»: lo dichiarano, in una articolata nota stampa i segretari provinciali di Cgil (Patrizia Bernieri), Cisl (Andrea Figaia) e Uil (Franco Borghini). «Lo sconcerto - aggiungono - ci viene dal fatto che il presunto numero dei dati di parte forniti, di parte, perché non confrontati con noi, pari a circa 30 casi, quindi il 3,9 di 823, possa essere considerato il fattore che determina la delegittimazione e la derisione degli industriali locali». «È un comportamento offensivo quello dell'Associazione industriali - prosegue la nota - in una realtà sofferta come la nostra dove il problema vero è la mancanza di lavoro dei giovani e di coloro che un lavoro ce l'avevano e che in numeri eclatanti l'hanno perso. Questa sofferenza meriterebbe più rispetto da parte di chi ogni giorno ci chiama per firmare nuovi accordi di cassaintegrazione o di mobilità». «Ci stupisce anche la sfrontatezza con la quale si ritiene che il problema delle retribuzioni non siano strategiche - proseguono i confederali - oggi che l'analisi generale e trasversale è arrivata a dover riconoscere che il nuovo problema della società è il lavoro povero». «La posizione ed i toni assunti da Confindustria sono per noi intollerabili e dannosi - continua la nota - Assindustria farebbe meglio a mirare ad incentivare gli investimenti produttivi sul territorio da parte delle aziende che risultano essere ancora oggi molto limitati. Farebbe meglio a coltivare una cultura vera dell'impresa che da noi più che altrove manca, e a non favorire invece lo sfruttamento con sempre minori ritorni occupazionali del marmo e delle aree industriali. Farebbe meglio a fare autocritica rispetto al totale mancato rispetto dell'ambiente del passato che ci ha comportato di essere riconosciuti come Sito di Bonifiche Nazionali, nodo ancora non completamente risolto e vero ed attuale handicap per lo sviluppo locale». «Ci aspetteremo - concludono i sindacati - maggior interesse da parte delle imprese a ragionare con l'ordine dei medici della condizione di salute dei lavoratori e dei cittadini, dei tassi di tumore e delle malattie professionali dovute spesso a questioni legate al passato grave inquinamento ambientale anziché confrontarsi solo sul tema dell'assenteismo. In maniera responsabile noi ci candidiamo a ragionare di queste questioni ma vogliamo esprimere un dubbio: ma non è che a Massa Carrara a qualcuno nel lapideo, nel turismo, nell'utilizzo delle aree industriali va bene così?»
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