Il Tirreno

«Rifiuti, no ai privati»

«Rifiuti, no ai privati»

Sel contro la società mista voluta dall'Ato "Soltanto il porta a porta può salvarci"

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 MASSA. "No ai privati nel business dei rifiuti". Sinistra ecologia e libertà si schiera contro la decisione dell'Ato (e della Regione) di affidare il servizio integrato dei rifiuti (tramite gara) a una società mista con il 40% di partecipazione del privato.  «Una scelta che contraddice il risultato del referendum del giugno scorso, con cui 1,7 milioni di toscani hanno ribadito che i servizi pubblici locali, non solo quelli idrici, ma anche quelli relativi ai rifiuti, non devono avere rilevanza economica», sostiene Martina Nardi, vicesindaca ed esponente di spicco del Sel apuano.  «I rifiuti non sono una merce, la gestione in mano ai privati, voglio ricordare che la funzione di "controllo" affidata al pubblico sarà assegnata a un presidente del Cda che non percepirà alcun compenso e che quindi, non potrà svolgere a tempo pieno questa funzione, rischia di aumentare i costi senza migliorare i servizi».  Aggiunge Mario Ricci: «Condividiamo la proposta di affidare gli impianti di smaltimento, compresi gli inceneritori, a un'unica società "di ambito" (che comprende i Comuni di Massa Carrara, Lucca, Pisa, Livorno e Lucca ndr.) ma riteniamo che spazzamento e raccolta debbano essere affidati a società locali. Troppo diversi i territori, troppo diversi i livelli di avanzamento della differenziata tra le varie zone. Meglio affidare questi compiti ad aziende più piccole». Il che non significa «mantenere la attuale frammentazione di aziende dei rifiuti ma andare a una fusione di Asmiu, Amia e vari servizi comunali su una scala provinciale».  L'obiettivo spiegano ancora Carlo Paolini e Cesare Lorieri «è di spingere sulle strategie della raccolta differenziata, del porta a prota, del recupero e rdel riciclaggio. Che richiedono, è vero, investimenti iniziali da parte dei Comuni, ma portano nel giro di 4-5 anni benefici sulle tariffe Rsu, rendono le città più pulite e contribuiscono alla difesa dell'ambiente».  Sel, dunque, presenterà in consiglio comunale una mozione per chiedere all'amministrazione Pucci di sostenere la creazione di un'azienda "tutta pubblica" dell'Ato che mantenga articolazioni territoriali».

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