Attenzione
Mense più care, ma uno su cinque non paga
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PROTESTA. Le mamme ieri mattina Le esenzioni passano da 360 a 510. I genitori: le tariffe vanno comunque ridotte
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MASSA. Mensa scolastica più cara, ma cittadini più poveri. Così se il Comune aumenta le tariffe, cresce anche il numero delle esenzioni. Con il rischio che di soldi in cassa ne entrino ben pochi. Lo scorso anno, infatti, 360 persone non pagavano il pasto, quest'anno a non versare neanche un centesimo saranno più di 510 famiglie. La crisi fa sentire i suoi effetti e sempre più persone fanno i conti - è il caso di dirlo - con redditi bassissimi. Certo rimangono circa 2mila famiglie (sono 2600 i bambini che usufruiscono del servizio) che la mensa dovranno pagarla eccome, anche se, dalle prime analisi sui modelli Isee, una cosa è chiara: la maggior parte dei genitori rientra nelle fasce più basse. E dovrà sborsare dai 4,5 ai 5,5 euro. Certo le esenzioni saranno vagliate anche dalla Guardia di Finanza - lo ha assicurato ieri il vicesindaco Martina Nardi - ma il rischio è che nelle casse di Palazzo civico entrino meno soldi del previsto. L'Osservatorio scuola, da parte sua, non demorde: ieri mattina un gruppo di genitori - pochi a dire il vero - si è incontrato sotto il Comune. Hanno portato vecchie sedie e lampadari per "barattare il pasto": non abbiamo i liquidi per pagare le mensa - questo il concetto - quindi vi portiamo un pezzetto di casa nostra. Contestata anche la sospensione del servizio mensa in occasione di un recente sciopero. I genitori hanno incontrato la vicesindaco Martina Nardi (il sindaco era fuori città). È lei che ha garantito la disponibilità ad un incontro con il Comune. «Una delegazione di genitori - spiega Michela Sala, dell'Osservatorio - incontrerà l'amministrazione. Abbiamo chiesto di partecipare alle decisioni». A breve, infatti, quando Master avrà concluso l'analisi dei moduli Isee, il Comune dovrà rispettare gli impregni presi e valutare se sia possibile una revisione - al ribasso - delle tariffe. I genitori si danno una scadenza: il 30 novembre. E se la convocazione ad un tavolo - e tutta la documentazione sul costo dei pasti - non arriverà, l'Osservatorio «giungerà a forme di lotta ancora più radicali». C.S.
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