Il Tirreno

La commissione attività produttive ha visitato il Nuovo Pignone in viale Zaccagna, giudizio positivo del presidente

«Investimenti così sono da benedire»

L’impianto del Nuovo Pignone in viale Zaccagna
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L’impianto del Nuovo Pignone in viale Zaccagna

Traversi: rassicurazioni sull'impatto ambientale, modello di lavoro all'avanguardia

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 CARRARA. La commissione comunale attività produttive presieduta da Fabio Traversi, con l'aggiunta dei consiglieri Vanelli e Laquidara ha visitato ieri l'impianto del Nuovo Pignone in viale Zaccagna, presenti il direttore Giuseppe Baccioli e l'ingegne Iannucci.  «Abbiamo avuto rassicurazioni sull'impatto ambientale. Si tratta di un impianto all'avanguardia - ha commentato poi Traversi - E' un polo di accellenza a livello mondiale, tecnologicamente avanzato. Il fatto che abbiano scelto il nostro territorio ci fa piacere. E per loro è stata una scelta strategica: hanno l'accesso diretto al porto e sono vicini ai loro siti di Firenze e Massa».  Parte dell'area è di proprietà del Pignone, e una parte appartenente alla Porto spa è stata presa in affitto.  La commissione ha apprezzato la procedura di quarantena a cui i maxi moduli che vengono prodotti, sono sottoposti. Il progetto Gorgon, è appaltato dalla multinazionale del petrolio Chevron capofila di un gruppo di compagnie estrattive mondiali. Il primo dei 5 moduli destinati all'Australia, nelle Barrow Island, e grosso come 4 aibus: è previsto che uscirà a maggio, verso le 3 del mattino, per percorrere in 3 o 4 ore, lentamente il tratto di viale Zaccagna per poi essere imbarcato al porto. E per l'occasione il Nuovo Pignone intende chiamare il National Geographic.  «Ci hanno spiegato - ha detto Traversi - come i moduli saranno resi asettici e incellofanati. Un sistema di lavoro che varrà anche per il futuro». Tre dei 5 moduli sono più grandi: lunghi 50 metri, larghi 20 (viale Zaccagna è largo 23 metri) e alti 28. Ciascuno pesa 2.300 tonnellate. Destinati agli impianti di gassificazione, bruciano i gas naturali (c'è un grande giacimento in Australia) per le energie alternative al petrolio e al gasolio. «Il valore aggiunto rispetto ai manufatti coreani - dice ancora Traversi - è che questi arriveranno a destinazione, già pronti per il funzionamento». La commissione ha fatto domande in particolare sull'impatto ambientale: i collaudi delle turbine, che saranno fatti ad Avenza, non dovrebbero creare problemi. «Anche per le acque di falda - aggiunge Traversi - il Nuovo Pignone si è attrezzato, ha un impianto di trattamento delle acque piovane di lavorazione. Sui 40mila metri quadri, 30mila sono per le merci che sarnano stoccate di volta in volta dopo la quarantena. Attualmente a regime lavorano 300 addetti di cui 30 diretti e 270 del consorzio di aziende che danno manodopera al Pignone». Poi ci saranno le nuove assunzioni a tempo indeterminato previste del recente bando. «Insomma, una ricaduta considerevole per il territorio. Un cantiere modello, che con gli ultrasuoni tiene lontani i gabbiani che potrebbero danneggiate gli impianti. Dentro non si mangia e nemmeno si fuma (c'è un'area dedicata). L'azienda ha contatti quotidiani con potenziali clienti».  «Ora - conclude Traversi dopo le due ore di visita - va fatta la variente al piano regolatore comunale per destinare l'area all'uso del Nuovo Pignone. Che la sta già utilizzanto secondo l'accordo di programma. Penso che in un momento di crisi economica come questo, sia da benedire un investimento così, indipendentemente dai soggetti che lo fanno». (C.C.)

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