Proteste
Domeniche e saldi dividono i commercianti
Nicola Torri
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COMMERCIO. Le vendite promozionali e le aperture di domenica fanno bene al settore? Nella foto una vetrina di Valentino Venè: meglio chiusi. Talamoni: sì a promozioni e aperture nei festivi
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MASSA. Tiene banco nel mondo del commercio cittadino il tema delle vendite promozionali "fuori stagione" e delle aperture di domenica. Gheri Gherardi e Stefano Montanelli, due tra i negozianti più in vista della città hanno deto no: aprire la domenica "costa troppo" e mentre le promozioni sono controproducenti, confondono i clienti e producono concorrenza sleale. Ma si schierano anche altri commercianti "storici". «Sono pienamente d'accordo con Gheri - dice Massimo Vené, dell'omonimo negozio di calzature di via Bastione - le aperture domenicali sono controproducenti per i negozianti perché non fanno altro che appesantire i costi di gestione. Bisognerebbe incentivare il sabato con eventi di vario genere. Perché dover aprire un giorno in più?» E così sugli sconti: «I saldi sono fissati a gennaio. In altri periodi, devono essere concessi solo per motivazioni reali e verificate: cessazione di attività o ristrutturazione dei locali». Lorella Bianchini, titolare del negozio d'abbigliamento "Bianchini", è invece una convinta sostenitrice delle aperture domenicali: «Sono assolutamente a favore. Sostengo questa posizione da tempo. Oltre che un incentivo all'economia, è un modo per far vivere al cittadino la realtà della sua zona. Allo stesso modo appoggio pienamente la posizione sposata dagli altri titolari, sul tema delle vendite promozionali. Non mi danno fastidio, però non ritengo sia il modo migliore per vivere l'economia». E un doppio sì alle domeniche aperte e agli sconti arriva da Franco Talamoni, titolare assieme al fratello del negozio d'abbigliamento "Valentino": «Sposo pienamente le aperture domenicali. E se lo dico io, che per quanto riguarda il numero di dipendenti ho determinati numeri, capite bene che sono serissimo. Non mi piace, invece, la definizione di "sconti selvaggi" alle vendite promozionali. Si chiamano promozionali, proprio perché vogliono promuovere determinati capi. Naturalmente merce di stagione e non resti di magazzino. Abbiamo aderito perchè fino a poco tempo fa, ad esempio, a causa del clima molto poco autunnale certe collezioni nno si vendevano. Ci è sembrato il modo migliore di incentivare la vendita, andando incontro alle esigenze dei consumatori e anche alle nostre».
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