Toscana
Balneari, si riparte da Roma I sindacati incontrano i rappresentanti del governo
Matteo Tuccini
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MARINA. Bruxelles alle spalle, Roma nel mirino. Per i balneari la missione in Belgio, che li ha portati dentro i palazzi dell'Unione Europea, ha rappresentato un punto di svolta quasi clamoroso. «Prima non avevamo speranze, ora ne abbiamo qualcuna», si diceva lunedì sera a tavola in un ristorante della capitale belga. Ma la battaglia è ancora lunga. Perché cambiano, e in maniera profonda, gli interlocutori che dovranno salvare le imprese dal rischio di messa a gara delle concessioni. Barnier e il giallo. I nuovi ministri Enzo Moavero Milanesi (Affari europei) e Piero Gnudi (Turismo), o almeno i loro portavoce, saranno presto interpellati. Nel frattempo i sindacati Sib, Fiba e Assobalneari hanno dato appuntamento ai concessionari per domani alle 11 a Roma, per la precisione nella sede di Confcommercio. Arriva in Italia, infatti, l'eurocommissario Michel Barnier, che parlerà in Senato di fronte alle commissioni Finanze, Attività produttive e turismo e Politiche comunitarie. L'obiettivo è incontrare Barnier o - nella peggiore delle ipotesi - i senatori che lo hanno ascoltato. Ma sull'iniziativa c'è un giallo. In una nota, i sindacati spiegano che il presidio che avevano intenzione di fare di fronte a Palazzo Madama non è stato autorizzato dalla questura. Perciò la base si chiede se non sia opportuno evitare direttamente la trasferta, che rischia di diventare poco più di un'assemblea. Inoltre, dai balneari che sono stati a Bruxelles, e che hanno parlato con i funzionari dell'Ue, emerge una considerazione: l'argomento Europa è concluso, è stata data un'indicazione chiara e anche una sorta di programma di lavoro. Che senso ha rompere le scatole a Barnier? Insomma: il rischio è che l'iniziativa del 24 non riesca, oppure abbia scarso seguito. Il piano di battaglia. Il termine indicato da tutti è quello del 28 dicembre, cioè la scadenza per la consegna della relazione del Governo sulla questione Bolkestein. Tempi ristretti, e c'è anche da eliminare il contenzioso aperto con l'Ue. La procedura d'infrazione si chiude solo attraverso l'eliminazione del rinnovo automatico delle concessioni. Ma se il Governo riuscisse a chiudere la procedura, trapela da fonti vicine all'Ue, forse potrebbe addirittura chiedere una nuova proroga oltre il 31 dicembre 2015, in attesa del riordino del settore. Obiettivo molto, molto difficile da raggiungere.
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