Attenzione
«Sì all'ospedale unico ma qualità anche ora»
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IN REPARTO. Medici e infermieri assistono i pazienti (foto darchivio) La 28 Aprile: non rinunciamo a macchinari e professionalità
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MASSA. Mercoledì scorso si è riunito il gruppo di lavoro che dovrà definire le linee guida del Pal, il piano che disegnerà il futuro della sanità apuana. Ma - la 28 Aprile ne è convinta - «troppo tempo intercorre tra il pensare e l'agire e in sanità la cosa non è tollerabile». L'attenzione dell'associazione è focalizzata sulla gestione dei reparti e sulla strumentazione per la diagnostica: «Risulta - scrive - che siano stati "stoppati" i concorsi per assegnare il primariato in alcune unità operative con il tentativo - così interpreta la 28 Aprile - di declassare le attività a strutture semplici». E l'esempio citato è quello di malattie infettive: «Quale è la logica di trasformarla in unità semplice, considerato anche che l'ospedale Versilia è privo di tale supporto e che le malattie infettive sono in aumento?». Attenzione dalla 28 Aprile anche su altri temi: «Da sei mesi è stata vinta la gara per l'assegnazione della Pet Tac (per la diagnostica oncologica ndr): quale la causa del ritardo nella istallazione?». Poi una riflessione sull'ospedale unico e l'invito a investire nei servizi esistenti in attesa della costruzione: «I ritardi, senza una quotidiana attenzione alle attività sanitarie esistenti, portano ad un impoverimento della struttura ospedaliera: meno qualità delle strumentazioni e diminuzione di elevate professionalità che la nostra sanità ha storicamente avuto. La situazione economica del paese - prosegue l'associazione - non può e non deve diventare una scusa per tagli e recuperi economici solo ragionieristici. Il gruppo di lavoro sanità della 28 Aprile - questa la conclusione - invita il sindaco Pucci, presidente della conferenza sanitaria, ad adoperarsi affinché il prossimo piano, oltre che garantire l'attuazione di quanto previsto e non attuato nel piano 2008-2010, favorisca una sanità ospedaliera e territoriale degna della programmazione della Regione e non inficiata - sottolinea - da campanilismi e visioni non coerenti con le esigenze dei cittadini massesi».
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