Il Tirreno

GLI EFFETTI SUL LAVORO

Ridotte le attività, dipendenti cassintegrati

<b>ASSISTENZA.</b> A rischio anche i servizi di assistenza domiciliare
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ASSISTENZA. A rischio anche i servizi di assistenza domiciliare

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 MASSA. Le equivalenze sono chiare: meno soldi uguale meno servizi e meno servizi uguale meno lavoro. Così cassintegrazione diventa una parola familiare anche nel mondo delle associazioni e delle cooperative.  Se per anni è stata legata a doppio filo all'industria, e a quella pesante in particolare, adesso diventa realtà anche nel terzo settore.  Le coop, da parte loro, la cassaintegrazione in deroga l'hanno chiesta alla Regione già un mese fa. Adesso si fanno avanti anche le associazioni. La pubblica assistenza di Carrara - parola del suo presidente Fabrizio Giromella - quest'anno conta su 300mila euro in meno: «Se ci vengono chiesti meno servizi, è naturale che diminuiscano anche i trasferimenti». E per 15 lavoratori su 40 potrebbe arrivare la cassintegrazione. Non va meglio alla Croce Bianca di Massa (100mila euro in meno), lì i dipendenti sono 18, ma garantire lo stipendio a tutti è un'impresa. Domani le associazioni e i sindacati siederanno al tavolo della Regione. E la Croce bianca tenterà di capire a quanti potrà essere assicurata la cassintegrazione. Segnali negativi, quindi, non solo per la sanità, ma anche per l'economia locale: meno stipendi significa meno denaro e tessuto produttivo- commerciale al collasso.(C.S.)

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