Il Tirreno

Commercialista, sono in arrivo altre denunce

Inquirenti cauti sull'ammanco: la cifra non versata al Fisco non supera i centomila euro

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 MASSA. Aumentano le denunce contro la commercialista massese Mariannina De Angeli, accusata da molti suoi clienti di appropriazione indebita. Soltanto sulla scrivania del sostituto procuratore Vito Bertoni ce ne sono una ventina, ma altrettante sono in mano alla guardia di finanza.  Le fiamme gialle, prima di portarle in procura, le devono vagliare. C'è un aspetto da chiarire, come fanno capire da ambienti investigativi, i soldi che non sono stati versati al fisco dalla professionista sono meno dei due milioni che dicono i clienti che sono stati raggirati. Non superano i centomila euro, o almeno questa sembra essere la convinzione degli inquirenti. Allora perché si parla di due milioni? Il calcolo è presto fatto: ai soldi non versati si aggiunte la multa dell'erario e poi ci sono i pagamenti per l'attività professionale che avrebbe dovuto svolgere e non ha svolto. Ma sia le multe sia i pagamenti sono aspetti che non riguardano il penale e quindi non avranno vita lunga in procura. Per questo il consiglio è quello di farsi seguire da un avvocato per la denuncia perché in procura fanno capire che molti esposti verranno archiviati perché mal formulati. Sono stati cioè indicati aspetti che si potranno valutare in una causa civile, ma che di penale non hanno nulla di rilevante.  A fine ottobre alcuni clienti della De Angeli si sono dati appuntamento in tribunale. La De Angeli era protagonista di un procedimento civile che però nulla aveva a che vedere con i mancati versamenti. Un imprenditore carrarino le contesta - in sede civile e non penale - errori nell'esercizio della professione. Dopo aver fatto i conti - con un fermo auto di sei mesi, ha deciso di adire le vie legali. Ha dovuto pagare ventimila euro al fisco per errori - questa la sua tesi - nelle dichiarazioni compilate della commercialista. Errori che, secondo l'autotrasportatore, gli avrebbero anche impedito di godere di agevolazioni fiscali per una cifra comprensiva di circa trentamila euro. Non solo, l'imprenditore non esclude di chiedere anche i danni morali: vedersi recapitare a casa cartelle da capogiro e trovarsi con un fermo all'auto ha creato parecchi problemi alla famiglia e, in particolare, alla moglie. A fine ottobre era prevista la prima udienza, davanti al giudice Antonella Dragotto, ma la commercialista non si era presentata. L'udienza civile era stata rinviata, quindi, al 12 gennaio quando verrà depositata la perizia del consulente tecnico per il conteggio dei danni.

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