La protesta
Assenteismo, Sos di Assindustria ai medici
Cinzia Carpita
Idea: sinergia fra quelli aziendali e di famiglia per capire meglio il mondo del lavoro
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CARRARA. «I dati sull'assenteismo che abbiamo fornito non sono clave sulla testa dei lavoratori. Ma devono farci riflettere per capire tutti meglio la situazione del lavoro nel nostro territorio». Andrea Balestri direttore di Assindustria, sfoglia i numeri (datati 2009) che sono stati illustrati al recente convegno dell'Ordine dei medici dall'associazione industriali che intende far colloquiare i medici aziendali con i medici di famiglia e l'Ordine, «analizzando sul campo il tema delle assenze. E non solo come elemento numerico».
Tali dati sono stati riferiti dal presidente di Assindustria, Giuseppe Baccioli, all'assemblea provinciale dei socialisti. E ora li riprecisa meglio l'ing. Sebastiano Amore, direttore della Sanac di Massa, che ha calcolato il costo in cifre dell'assenteismo dentro cui stanno la malattie, gli infortuni, i permessi sindacali. Quel 7,8% rispetto al 3,9 del resto d'Italia (su un campione di aziende locali con complessivi 823 addetti, che hanno sedi anche in altre parti della penisola) che Balestri si affretta a ribadire essere una percentuale contenente assenze più che giustificabili, salvo qualche "sacca" per cui Assindustria vuole raccogliere più elementi di valutazione. Insomma, «I lavoratori lavorano» come ha detto Baccioli all'assemblea dei socialisti.
Però il raffronto tra la provincia e altri territori, non risulta incoraggiante. Ecco perché Baccioli ha suonato la carica. Secondo l'elaborazione dei dati fatta da Amore, su 14.000 addetti nell'industria apuana le aziende hanno costi annuali totali di 16 milioni di euro, più altri 3 dell'Inps, per un totale di quasi venti milioni. «Considerando assenze pari al 5%», il peso per ogni punto percentuale è di quasi 4 milioni di euro. I costi annuali per 100 persone: quelli aziendali ammontano a 115 mila euro, più 23.000 euro relativi all'Inps, per un totale di 139 mila euro: un peso per ogni punto percentuale, pari a 27.839 euro. Il costo settimanale aziendale per persona è di 444 euro, più altri 91 euro di Inps.
«Ma i numeri in sé - puntualizzano Balestri e Amore - vanno presi come punto di partenza. E l'ing. Amore entrato da pochi mesi nel consiglio di Assindustria, con la presidenza Baccioli, dice che occorre fare una riflessione più ampia. «Trovare un collante fra tutti i soggetti (imprese, lavoratori, medici, sindacati, Inps, istituzioni) che hanno come focus la persona-lavoratore intesa come elemento strategico per lo sviluppo territoriale. Assindustria può fare da cerniera. Anche i politici dovrebbero ragionare sull'aggregazione degli attori. L'Ordine dei medici ha dimostrato questa sensibilità». Assindustria cerca sinergie con chi sia disponibile a entrare in un percorso. Obiettivo? Secondo Sebastiano Amore, «oggi più che cercare nuovi mercati le imprese apuane dovrebbero concentrarsi sulle opportunità locali, ripartendo da questo territorio. Occupiamoci della persona e dell'aspetto locale», e fa l'esempio di aziende curate al loro interno, ma inserite in un territorio poco curato. «E' l'elemento locale che creerà sviluppo. Oggi, se clienti dall'estero ci vengono a vedere....».
Assindustria in conclusione ha partorito un'idea, guardando avanti. Sebastiani non vuol parlare del passato di questo territorio. «Ci sono zone d'ombra e di confine in cui non si sa chi siano gli attori. Non è colpa dei politici, ma di un insieme di fattori». E i giovani che qui non trovano lavoro? «Il lavoro, per loro - conclude Amore - deve essere inteso come il fine per la crescita sociale; e con i sindacati è importante affrontare questo tema. Oggi l'elemento retributivo non è più strategico». Difficile convincere chi non riesce più ad arrivare il fondo al mese.
Tali dati sono stati riferiti dal presidente di Assindustria, Giuseppe Baccioli, all'assemblea provinciale dei socialisti. E ora li riprecisa meglio l'ing. Sebastiano Amore, direttore della Sanac di Massa, che ha calcolato il costo in cifre dell'assenteismo dentro cui stanno la malattie, gli infortuni, i permessi sindacali. Quel 7,8% rispetto al 3,9 del resto d'Italia (su un campione di aziende locali con complessivi 823 addetti, che hanno sedi anche in altre parti della penisola) che Balestri si affretta a ribadire essere una percentuale contenente assenze più che giustificabili, salvo qualche "sacca" per cui Assindustria vuole raccogliere più elementi di valutazione. Insomma, «I lavoratori lavorano» come ha detto Baccioli all'assemblea dei socialisti.
Però il raffronto tra la provincia e altri territori, non risulta incoraggiante. Ecco perché Baccioli ha suonato la carica. Secondo l'elaborazione dei dati fatta da Amore, su 14.000 addetti nell'industria apuana le aziende hanno costi annuali totali di 16 milioni di euro, più altri 3 dell'Inps, per un totale di quasi venti milioni. «Considerando assenze pari al 5%», il peso per ogni punto percentuale è di quasi 4 milioni di euro. I costi annuali per 100 persone: quelli aziendali ammontano a 115 mila euro, più 23.000 euro relativi all'Inps, per un totale di 139 mila euro: un peso per ogni punto percentuale, pari a 27.839 euro. Il costo settimanale aziendale per persona è di 444 euro, più altri 91 euro di Inps.
«Ma i numeri in sé - puntualizzano Balestri e Amore - vanno presi come punto di partenza. E l'ing. Amore entrato da pochi mesi nel consiglio di Assindustria, con la presidenza Baccioli, dice che occorre fare una riflessione più ampia. «Trovare un collante fra tutti i soggetti (imprese, lavoratori, medici, sindacati, Inps, istituzioni) che hanno come focus la persona-lavoratore intesa come elemento strategico per lo sviluppo territoriale. Assindustria può fare da cerniera. Anche i politici dovrebbero ragionare sull'aggregazione degli attori. L'Ordine dei medici ha dimostrato questa sensibilità». Assindustria cerca sinergie con chi sia disponibile a entrare in un percorso. Obiettivo? Secondo Sebastiano Amore, «oggi più che cercare nuovi mercati le imprese apuane dovrebbero concentrarsi sulle opportunità locali, ripartendo da questo territorio. Occupiamoci della persona e dell'aspetto locale», e fa l'esempio di aziende curate al loro interno, ma inserite in un territorio poco curato. «E' l'elemento locale che creerà sviluppo. Oggi, se clienti dall'estero ci vengono a vedere....».
Assindustria in conclusione ha partorito un'idea, guardando avanti. Sebastiani non vuol parlare del passato di questo territorio. «Ci sono zone d'ombra e di confine in cui non si sa chi siano gli attori. Non è colpa dei politici, ma di un insieme di fattori». E i giovani che qui non trovano lavoro? «Il lavoro, per loro - conclude Amore - deve essere inteso come il fine per la crescita sociale; e con i sindacati è importante affrontare questo tema. Oggi l'elemento retributivo non è più strategico». Difficile convincere chi non riesce più ad arrivare il fondo al mese.
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